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Sergio Mutolo

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Pallone e guanti_____00001La Prima Divisione Unica di Lega Pro continua a vivere momenti difficili.

La governance del presidente Mario Macalli resta nel centro del mirino di numerosi club iscritti alla terza serie nazionale, nonostante la perdurante sordina messa alle dure polemiche in atto tra i due schieramenti contrapposti cerchi di allontanare il momento del redde rationem.

Nel frattempo il campionato prosegue con uno spezzatino indigesto fatto di partite in calendario quasi tutti i giorni e giocate negli orari più impensabili. Il tutto con buona pace dei tifosi da stadio e dei poveri abbonati, che non ci stanno capendo più un accidente in questo caravanserraglio.

Su tutto incombe l’ennesima crisi finanziaria, con bilanci societari che non tornano quasi mai. Il che comporta esclusioni a cascata dai ruoli federali, deliberate dalla Figc al termine di stagioni agonistiche connotate da ondate di deferimenti e penalizzazioni. E così è la Covisoc, piuttosto che il calcio giocato, l’artefice delle classifiche dei gironi.

Anche quest’anno è la solita solfa. Il tempo scorre inesorabile. Siamo arrivati al 27 marzo, la stagione regolare si chiude il 10 maggio e molti nodi debbono ancora venire al pettine.

I deferimenti disposti avanti al TFN (Tribunale Federale Nazionale) su impulso della Covisoc si accumulano (QUI la situazione al 23/3 + QUI  al 30/3), ma le penalizzazioni in molti casi non sono state ancora determinate. Le classifiche ne risultano oggettivamente falsate.

Per Barletta, Reggina, Savoia e Venezia il TFN ha rinviato ogni decisione alla seduta del 9 aprile. Il caso Novara (su cui pendono due deferimenti) sarà discusso il 10 aprile. 

Particolarmente delicata la situazione del Novara. Il club piemontese è primo in classifica nel girone A con 60 punti, inseguito a una lunghezza da Alessandria e Pavia. Quest’ultima società ha inoltrato a sua volta un ricorso alla Corte Sportiva d’Appello Nazionale in merito alla partita giocata ad Arezzo l’8 marzo (“Lega Pro, il curioso caso Arezzo-Pavia“).

La situazione è ancora assai più critica se si pensa che i deferimenti attengono per ora solo alle verifiche contabili inerenti al budget programmato del primo trimestre (QUI) e altri ne potrebbero dunque seguire a breve scadenza.

Viste le premesse servirebbe una Giustizia Sportiva realmente al servizio dei club virtuosi e dunque capace di verdetti molto più rapidi. Una circostanza che, nel variegato mondo della Lega Pro, assomiglia sempre più a un’Araba Fenice. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

 

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