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Nonostante la laconica dichiarazione del presidente federale Carlo Tavecchio, nulla sembra cambiare nel panorama del calcio italiano e della Lega Pro. A dispetto del moltiplicarsi del numero dei club in grave difficoltà economica e dell’inadeguatezza del format a 60 rispetto alle risorse di fatto disponibili, si torna ancora una volta a parlare di ripescaggi. Una procedura sleale, di cui non c’è traccia nel calcio europeo, dalla quale il nostro calcio – segnatamente quello della terza serie nazionale che tornerà a chiamarsi di nuovo Serie C – non riesce proprio a liberarsi (Sergio Mutolo).

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Si è riunito a Roma il Consiglio Federale, coordinato dal presidente della Figc Carlo Tavecchio, presente anche il numero uno della Lega Pro Gabriele Gravina.

Dopo approfondita discussione, il Consiglio all’unanimità ha approvato  di fissare per la Lega Pro il contributo del ripescaggio a 500mila euro, di cui 300 mila euro a fondo perduto e 200 mila euro con fideiussione.

In aggiunta alle altre preclusioni, non saranno ammesse al ripescaggio le Società ripescate nelle cinque stagioni sportive precedenti. Il dettaglio completo sarà pubblicato in apposito Comunicato Ufficiale.

“Sono provvedimenti drastici – ha commentato al termine dei lavori il presidente Carlo Tavecchio in conferenza stampa – ma su questo argomento non si transige più”. 

Nonostante questa laconica dichiarazione, nulla sembra cambiare nel panorama del calcio italiano e della Lega Pro.

A dispetto del moltiplicarsi del numero dei club in grave difficoltà economica e dell’inadeguatezza del format a 60 rispetto alle risorse di fatto disponibili, si torna ancora una volta a parlare di ripescaggi.

Una pratica sleale, inesistente nel calcio europeo, dalla quale il nostro calcio, segnatamente quello della terza serie nazionale che tornerà a chiamarsi Serie C, non riesce proprio a liberarsi.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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