Calciopress - Il Magazine del Calcio Italiano Serie A Serie B Lega Pro Nazionale

Wednesday- 10 Mar2010

Ultimo aggiornamento:10:18:36 AM GMT

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Bundesliga e Ranking Uefa, le ragioni di un sorpasso

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Bayern_stadio_Allianz(CALCIOPRESS) - Ormai è inevitabile. Nel Ranking Uefa la Germania ha messo la freccia e sta per sorpassare un’Italia calcisticamente alla deriva. E’ solo questione di tempo e il quarto posto in Champions League sarà assegnato alla Bundesliga.

Nulla avviene per caso, è bene essere chiari. Questa batosta è solo l’ennesima prova che il sistema calcio italiano arranca penosamente. La Figc non è stata in grado di trovare soluzioni all’altezza della crisi, in concerto o meno con le varie Leghe (serie A, serie B e Lega Pro).

Il mondo pallonaro italiano soffoca sotto il peso insostenibile rappresentato da 132 squadre professionistiche la cui sopravvivenza è a forte rischio, in quanto le risorse a disposizione sono troppo esigue per far fronte ai bisogni di questa armata Brancaleone. Senza contare la vetustà degli stadi, che ci ha fatto perdere Euro 2012 e che segnerà verisimilmente un’ulteriore sconfitta anche per Euro 2016.

Se la Germania ci sta facendo mangiare la polvere i motivi sono lampanti. All’Italia occorrerebbe solo sapersi adeguare al nuovo che avanza, invece di impantanarsi come sempre nel suo (deleterio) provincialismo. Proviamo a indicare sinteticamente in cosa consiste il modello tedesco.

Organizzazione. Il modello organizzativo è agile come quello inglese. I club professionistici sono in tutto 90 (in Inghilterra 92), tanti quanti ne conta da sola la nostra asfittica Lega Pro tra Prima e Seconda Divisione, suddivisi secondo la regola del 18 tra Bundesliga 1, 2 e 3  (quest’ultima ha tre gironi).

Bilanci. Il calcio tedesco è il meno indebitato d’Europa. L´Uefa ha confermato il dato rendendo noto che la Bundesliga 1 ha un deficit pari a meno di un terzo rispetto a quello della serie A italiana. In quanto ai ricavi la Germania ci ha superato già dal 2007.

Biglietti e trasferte.I biglietti d´ingresso allo stadio hanno costi fra i più bassi d´Europa. Un abbonamento nel settore più economico si aggira su una media di 100 euro. Le trasferte sono fra le più sicure e i club le organizzano direttamente. Bus e treni sono sorvegliati dagli steward messi a disposizione dalle società e I prezzi sono contenuti. Allo stadio vanno intere famiglie.

Stadi e spettatori. Gli impianti tedeschi costruiti in occasione del Mondiale sono i più belli e confortevoli d’Europa (nella foto: l'Allianz di Monaco). La media di spettatori per partita è di 42mila, quasi il doppio di quella italiana (24mila).

Equilibrio tecnico. Nella massima serie tedesca domina un sano equilibrio, che rende l’interesse dei tifosi verso la Bundesliga molto più intenso rispetto a quello che c’è in Italia verso la serie A. Negli ultimi tre anni il campionato è stato vinto da tre diversi club (Stoccarda, Bayern Monaco e Wolfsburg) e da cinque squadre negli ultimi otto. Da noi vincono sempre le stesse “strisciate” e l’appeal del torneo ne risente. I mass media sono concentrati, in modo pressocchè esclusivo, su un gossip di bassa lega. Come è stato giustamente osservato, una maggiore incertezza significa un maggior numero di tifoserie coinvolte nella lotta per lo scudetto, più interesse e più denaro in circolazione.

Sergio Mutolo - www.calciopress.net

Manchester United, con il Milan in 10mila fuori dall’Old Trafford?

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Manchester_United_anti-Glazer(CALCIOPRESS) - Neppure la Champions sembra fermare la dura protesta dei tifosi in corso a Manchester contro la famiglia Glazer, proprietaria del club e ritenuta responsabile della grave crisi finanziaria dello United. L’ultima idea sembra quella di boicottare i primi dieci minuti della partita in programma stasera all’Old Trafford con il Milan.

I sostenitori dei Red Devils, infatti, sono orientati in segno di contestazione a ritardare l'ingresso allo di dieci minuti. Lo scopo è indurre i magnati americani a cedere il club ai cosiddetti Red Knights (Cavalieri Rossi), cordata che si è detta interessata ad acquisire il pacchetto di maggioranza attraverso una forma di azionariato popolare.

Alex Ferguson non crede che i tifosi possano arrivare a tanto: “Non so nulla, ma è una gara troppo importante per noi e i tifosi lo sanno”. L'allenatore del Manchester United, negli ultimi giorni, ha dovuto anche lui precisare di non aver alcuna forma di coinvolgimento con i Red Knights.

Un membro del Must, il Manchester United Supporters Trust promotore dell'iniziativa, non sembra di questo avviso. Ha spiegato al Daily Mail: “Milioni di persone guarderanno questa partita e quando vedranno migliaia di seggiolini vuoti, avremo mandato un forte messaggio alla famiglia Glazer. Ho sentito che 10mila tifosi potrebbero aderire. Se molti torneranno a sedersi per gran parte della partita, potrebbe esserci una larga percentuale di tifosi pronti a restare fuori dallo stadio”.

Il fatto è che a Manchester la protesta dei tifosi sta salendo di livello, perché la paura di veder affondare lo United (oberato da un deficit che raggiunge gli 800milioni di euro) comincia a diventare tangibile.

Nelle ultime settimane si è tinta di giallo e verde ovvero i colori del Newton Heath (la squadra da cui all'inizio del '900 nacque il Manchester United) per dare il segnale di un ritorno al passato. E’ partita inoltre una raccolta di firme conto i Glazer, che ha superato rapidamente le 100mila adesioni. 

Sa. Mig. - www.calciopress.net

Milan-Manchester, probabili formazioni

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Milan_Leonardo(CALCIOPRESS) - Leonardo lancia la carica. Non ci sta a fare la vittima predestinata del Manchester United. Il tecnico rossonero traccia la linea per uscire dall’Old Trafford senza lasciare nulla di intentato. Leonardo è persona troppo seria e capace per non comprendere quanto ardua sia l’impresa, ma non per crederla impossibile. Il suo Milan ha dimostrato nelle ultime giornate di campionato uno stato di forma eccellente e un impianto di gioco di tutto rispetto. Per questo motivo l’allenatore chiede ai suoi la prestazione dell’anno. La gara perfetta a cui fare il fiocco, per custodirla nell’annale dei ricordi.

Non ci sarà Pato, o meglio non sarà della partita sin dal primo minuto. Il Papero aveva sciorinato prestazioni di alto livello e le sue giocate in velocità mancheranno sicuramente sulla zona destra offensiva del Milan. In quella parte del campo dovrebbe operare Huntelaar, sebbene il tecnico rossonero stia valutando le diverse opzioni possibili. In primis l’idea di schierare Beckam e, per l’esterno inglese, sarebbe un ritorno importante in uno stadio che lo ha visto protagonista per molte stagioni.

Punta tutto sulla squadra mister Leonardo, consapevole che se il collettivo riuscirà a ripetere le ultime prestazioni, potrà dire la sua fino al 90' e passa. Leonardo non crede che la gara possa essere risolta da un singolo giocatore, anche se gli episodi potrebbero essere determinanti. E' proprio la formazione da schierare il rebus che Leonardo dovrà sciogliere. Le alternative in casa Milan non mancano, ma lo schieramento iniziale dovrà necessariamente essere improntato in funzione di un avversario che fa del gioco sugli esterni la sua tattica prioritaria.

In casa rossonera regna l’ottimismo. L’amministratore delegato, Adriano Galliani, crede nella possibilità di passare il turno. Riconoscendo la difficoltà dell’incontro, Galliani porta ad esempio le vittorie esterne di Marsiglia e soprattutto di Madrid. Anche il presidente Silvio Berlusconi vede spiragli in una gara così difficile e punta molto sulla prestazione di Ronaldinho.

Difficile ora abbozzare la formazione che affronterà il Manchester. C’è da decifrare chi tra Beckam, Gattuso e Huntelaar andrà a sostituire Pato sulla destra. Da sciogliere anche il dubbio sulla zona difensiva sinistra. Al momento Antonini sembra prevalere su Zambrotta e Jankulovski.

Probabili formazioni:

Milan (4-3-3): Abbiati; Bonera, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Pirlo, Ambrosini, Flamini; Huntelaar, Ronaldinho, Borriello. A Disp.: Dida, Abate, Jankulovski, Gattuso, Seedorf, Beckam, Inzaghi. All. Leonardo.
Squalificati: Nessuno
Indisponibili: Oddo, Pato

Manchester United: (4-3-3): Van der Sar; Rafel, Ferdinand, Evans, Evra; Fletcher, Scholes, Valencia; Park, Nani, Rooney. A Disp.: Kuszczak, Neville, Gibson, Oberta, Diouf, Berbatov . All. Ferguson
Squalificati: Carrick
Indisponibili: Giggs, O’Shea, Owen, Brown

Arbitrerà la gara, Massimo Busacca della Federazione Svizzera, coadiuvato dagli assistenti Matthias Arnet e Francesco Buragina. Quarto arbitro, Carlo Bertolini. 

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

Calcio italiano e Ranking Uefa, le ragioni di una deriva

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Calciopress_013(CALCIOPRESS) - L’Italia scivola verso la quarta posizione nel Ranking Uefa. Inghilterra e Spagna sono ormai in fuga, irraggiungibili per un inseguitore spompato come l’ex Belpaese. La Premier e la Liga hanno saputo imboccare per tempo la via delle riforme, dando vita a modelli organizzativi (soprattutto quello inglese) discutibili quanto si vuole e però avanti anni luce rispetto alla spocchiosa inconcludenza italica.

La Bundesliga, che ci sta soffiando la terza posizione nella classifica europea, si è rapidamente allineata. La Germania dispone oggi degli stadi più belli e confortevoli d’Europa, ha saputo realizzare un modello tedesco vincente in prospettiva di robustezza dei bilanci (quelli dei club teutonici sono oggi i migliori dell’Unione Europea) e ha attuato una virtuosa politica per contenere il prezzo dei biglietti.

Il calcio italiano, viceversa, va lentamente alla deriva. Paga la mancanza di un qualsiasi modello di riferimento che non si è finora neppure cercato di costruire, forse perché richiederebbe (richiede) scelte troppo deflagranti per un paese fermo in mezzo al guado a compiacersi dei suoi (inguaribili?) difetti. Nelle stanze dei bottoni si continua ad arrampicarsi sui vetri e ci si perde in fiumi di parole inabili a tradursi in fatti concreti, quasi a voler mantenere (costi quel costi) uno status quo vantaggioso soltanto per i soliti noti.

Eppure un intervento sarebbe (è) ormai indifferibile. In Italia la crisi economica morde più che altrove. Mette a rischio la sopravvivenza dei club professionistici, che da noi sono una pletora (addirittura 132) a fronte di risorse ormai troppo limitate per poter essere distribuite a pioggia per risolvere i bisogni di così tante squadre. Gli stadi sono i più decrepiti d’Europa e non invitano certo ad assistere alle partite dal vivo. Il livello tecnico è anch’esso in discesa, perché i campioni preferiscono esibirsi davanti a palcoscenici europei più ricchi di appeal. Il tema della sicurezza è ben lungi dall’essere risolto, né si può pensare di farlo a colpi di divieti o imponendo ope legis l’introduzione di strumenti (impropri e temerari) come la Tessera del tifoso. Acquistare i biglietti, tra l’altro venduti a prezzi improponibili, è un problema di stato.

Così il pubblico si allontana. Gli stadi in Italia si svuotano, mentre in Inghilterra, Spagna e Germania sono sempre pieni ai limiti della capienza. Da noi sembra restare sulle barricate solo una frangia limitata di vecchi appassionati. Il ricambio generazionale in grado di assicurare il futuro di questo sport è di là da venire.

Tutto il sistema italiano rimane appeso così al sostegno delle pay tv, che alimenta in percentuale la quasi totalità dei costi. Sui diritti tv si combattono (si combatteranno) battaglie epocali. Di incrementare gli introiti da stadio e da marketing non se ne parla proprio. Verrà il giorno che anche Murdoch e Sky si stancheranno di trasmettere partite da stadi decrepiti e desolatamente vuoti, perché dai suoi salotti la gente vuole assistere a spettacoli colorati, per di più giocate su campi di patate e ad un livello tecnico inferiore rispetto a quello degli altri campionati europei.

Quando nell’attesa proustiana di un modello italiano che segni la svolta del sistema da troppo tempo attesa (promessa) questo accadrà, e il giorno è meno lontano di quanto si possa credere, la luce potrebbe davvero spegnersi sul nostro calcio.

Sergio Mutolo - www.calciopress.net