Macalli, ridurre il numero di club iscritti alla Lega Pro?

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(CALCIOPRESS) Firenze - In margine al Forum “Lega Pro: quale futuro?”, che si è tenuto a Firenze nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il presidente Mario Macalli (nella foto) ha rilasciato alcune dichiarazioni che toccano snodi cruciali della categoria di sua competenza. Il sistema calcio ha ormai bisogno di profonde riforme. La Figc dovrebbe promuoverle e coordinarle. La Lega Pro dovrebbe contenere al massimo 54 club. La capienza minima degli stadi salirebbe a 7.500 posti. Sui diritti televisivi la battaglia resta aperta. Il rischio di sospendere i campionati non è cancellato.

 

Nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il 16 novembre si è tenuto presso la sede di Firenze il Forum “Lega Pro: quale futuro?”. Oltre al presidente Mario Macalli vi hanno partecipato i giornalisti Stefano Cazzetta (La Gazzetta dello Sport), Fulvio Bianchi (La Repubblica), Fabio Monti (Corriere della Sera), Vittorio Oreggia (Tuttosport), Sergio Rizzo (Corriere dello Sport) ed Enrico Varriale (Rai Sport).

 

 “Faremo tutto quanto è possibile per ottenere al più presto profonde riforme nell’interesse di tutti i settori del calcio”, questa la dichiarazione finale del presidente Macalli, che sintetizza la chiusura dei lavori, rilasciata al Corriere di Como.

Secondo Macalli a ogni Lega spetterebbe un ruolo specifico, per dirla con una terminologia anglosassone una mission (ndr, cliccate in fondo l’editoriale di Calciopress pubblicato il 7/10/2009), da elaborare sotto il coordinamento della Figc. “La Federcalcio - ha affermato - dovrebbe avere più potere e stabilire il numero totale delle squadre professionistiche. La cifra ideale nel nostro settore sarebbe quella di 54 (ndr, in pratica tre gironi a 18 squadre e una Divisione unica), ma tutte sane sul fronte dei bilanci».

Macalli vorrebbe inoltre fissare per gli stadi di Lega Pro il tetto minimo di capienza a 7.500 posti, onde evitare divieti di trasferta per i tifosi ospiti e incentivare uno svolgimento regolare delle partite. 

 

In merito alla ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi, Macalli aveva minacciato il addirittura il blocco dei campionati a partire dal 1 novembre scorso. Dopo che si erano aperti alcuni spiragli, la protesta era stata sospesa. 

 

Sulla questione, la posizione del presidente della Lega Pro è battagliera: “Nel quadro della legge che sostituirà a breve la cosiddetta Legge Melandri, l’uno per cento che vorrebbero assegnarci non ci va proprio giù. Stiamo battagliando sul piano giuridico e abbiamo formato un gruppo di lavoro presieduto dal professor Victor Uckmar. Per stabilire quali sono effettivamente i nostri diritti».

 

Dopo aver incassato, al termine dell'Assemblea Generale che si è svolta a Firenze, l'appoggio unanime delle 90 società partecipanti alla sua relazione Mario Macalli, ha ribadito il pericolo di uno stop dei campionati di sua competenza: "Dimostriamo quanta compattezza ci sia al nostro interno per le cause giuste. Ora attendiamo fiduciosi gli sviluppi, per rispetto verso chi si sta muovendo in nostro favore. Altrimenti agiremo in prima persona per far valere i nostri diritti. Se dovremo fermarci, ci fermeremo".

 

Sergio Mutolo - www.calciopress.net 

 

Macalli e la mission della Lega Pro

 

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Scritto da: Sergio Mutolo Mercoledì 18 Novembre 2009 11:25
 

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