Cavese cede in casa alla Virtus Lanciano e sprofonda

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(CALCIOPRESS) Cava de’ Tirreni - La Cavese cade ancora in casa, al cospetto di una Virtus Lanciano cinica e spietata. Ottimo il primo tempo dei frentani, passati in vantaggio e aiutati dall’espulsione (giusta) di Nocerino. Cavese costretta a giocare per un’ora in inferiorità numerica.

Paolo Stringara cambia. L’assenza di Maiorano per squalifica gli dà la possibilità di varare una Cavese rinnovata nel modulo. L’idea di base è un 3-4-3 con Nocerino tra i centrali, Grillo e Bacchiocchi tornanti, e Favasuli con Scartozzi al centro. In attacco Varriale si sistema tra Tarantino e Schetter. Pagliari, sempre sconfitto a Cava, può schierare la formazione annunciata, anche se deve rinunciare ancora a Turchi: al suo posto Amenta sulla destra. Morante e Masini formano il duo d’attacco. Prima della gara, osservato un minuto di silenzio per la scomparsa del padre del calciatore aquilotto Lagnena

La Virtus dà subito l’impressione di poter fare la partita. La spinta frentana produce il suo primo acuto al 7°, quando Masini raccoglie un pallone vagante e impegna Russo con un destro dal limite. I padroni di casa appaiono in difficoltà sugli esterni e il 3-4-3 si transforma costantemente in un 5-4-1. Al 12° Sansone calcia una punizione velenosa la cui traiettoria a spiovere sorprende tutti e scheggia l’incrocio dei pali. La Cavese si difende bene ma è frettolosa nel ripartire. Tarantino, spesso isolato a destra, al 17° controlla e rientra sul sinistro prima di tentare una conclusione che termina al lato. Schetter e Favasuli sono tra i pochi a cercare di mettere ordine in fase di impostazione; per il resto la palla viene ripetutamente buttata via.

 La Cavese non presidia bene le fasce, e al 31° viene punita da un inserimento di Sansone che, servito da Masini, trafigge Russo con un diagonale rasoterra. Lo svantaggio innervosisce capitan Nocerino che prima va a dire qualcosa a Sansone, poi, a gioco ripreso, interviene in ritardo sullo stesso numero 11 con gamba tesa e gomito alto. Cervellera è vicino ed estrare il rosso diretto. Ennesima espulsione per Nocerino, mai abbastanza responsabilizzato dalla fascia di capitano, e per la Cavese piove sul bagnato. La Virtus ha il match in pugno, sebbene non si renda particolarmente pericolosa. Ci prova Mammarella, con una punizione dai trenta metri che Russo vola a mettere in angolo. Poi Stringara e Pagliari danno vita a un siparietto con annesso scambio di reciproche accuse. Il duplice fischio concede alla Cavese una provvidenziale pausa di riflessione.

Pausa che sembra dare buoni frutti, visto che in avvio di ripresa i metelliani appaiono più volitivi e convinti. Stringara inserisce subito Turienzo al posto di un evanescente Varriale. Al 2° Tarantino mette al centro, Cipriani sbuca all’altezza del secondo palo e realizza al volo, ma il secondo assistente dell’arbitro ravvisa un fuorigioco apparso piuttosto dubbio. La Virtus prova a rimettere le cose a posto con Morante, che dal limite calcia in mano a Russo. Ma la Cavese preme sull’acceleratore. Al 5°, Turienzo ostacola Tarantino che riesce a liberarsi per il tiro e calcia alto da buona posizione. All’8°, attimi di paura per Chiodini, rimasto a terra dopo uno scontro con un compagno, ma il portiere si riprende immediatamente. Prosegue il forcing della Cavese che sfiora il pari in due occasioni: prima Turienzo calcia alto di sinistro da buona posizione; poi, dopo uno slalom fra due avversari, Favasuli centra per Tarantino che, all’altezza del dischetto, calcia di prima ma Chiodini respinge sulla linea. Al 28° Pagliari inserisce Improta per Masini. L’ex Salernitana, dopo un tiro di Sansone respinto da Russo, si guadagna un calcio di rigore per un fallo di Grillo. Dal dischetto lo stesso numero 17 spiazza Russo. La partita, di fatto, si chiude qui. I metelliani sono sulle gambe e a nulla servono gli innesti (tardivi) di Sorrentino e Bacchi. Anzi, la Virtus potrebbe addirittura triplicare, ma Russo è bravo a dire di no prima a Improta e poi ad Amenta, mentre prima Turienzo e poi Sorrentino non hanno maggiore fortuna. E dopo 5’ di recupero l’arbitro mette fine alla sofferenza metelliana e dà inizio alla festa dei pochi tifosi giunti dall’Abruzzo. Gli aquilotti escono sotto una bordata di fischi.

Doveva essere la domenica del definitivo rilancio, con una vittoria che andasse a confermare le cose buone intraviste nelle prime tre settimane della gestione Stringara. Non sia un alibi l’arbitraggio di Cervellera, la cui condotta (epulsione e rigore a parte) non è sembrata esente da errori. Quella di oggi è una vera disfatta che apre scenari bui nel futuro dei metelliani. A Stringara l’arduo compito di trovare la cura per una squadra che mai come oggi appare alla deriva. E non solo della classifica.

CAVESE (3-4-3): Russo; Cipriani, Farina, Nocerino; Grillo, Scartozzi, Favasuli, Bacchiocchi (dal 35°st Bacchi); Tarantino (dal 37°st Sorrentino), Varriale (dal 1°st Turienzo), Schetter. A disp. Pane, D’Orsi, Prevete, Bernardo. All. Paolo Stringara.

V. LANCIANO (4-4-2): Chiodini; Colombaretti, Antonioli, Moi, Mammarella; Amenta, Di Cecco, Sacilotto, Sansone; Morante (dal 30°st Colussi), Masini (dal 27°st Improta). A disp. Aridità, Coppini, Perfetti, Di Michele, Marfisi. All. Dino Pagliari.

Arbitro: Cervellera (Taranto); Palazzo/Calò;

Marcatori: 31°pt Sansone (V.L.), 29°st Improta (V. L.) rig.

Ammoniti: Farina (C), Morante (V.L.);

Espulso: Nocerino (C);

Note: angoli 5-5; recupero 1’ e 5’; spettatori 1.365 di cui una decina da Lanciano.

 

Davide Lamberti - www.calciopress.net

 

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Scritto da: Davide Lamberti Domenica 13 Dicembre 2009 19:17
 

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