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Mer, 30 Apr 2008 12:10:00

Ternana, Trinchera ci crede


Parla Stefano Trinchera, 34enne difensore centrale della Ternana, attesa domenica tra le mura amiche del Liberati alla sfida di campionato con il Foggia. Entrambe a caccia di un punto, ma con diversi obiettivi.

I tifosi della Ternana pronti a festeggiare la permanenza in C1.


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Potremmo riassumere il tutto parafrasando Luciano Ligabue e scrivendo "Vivo, morto o X" ma Ternana-Foggia sicuramente non sarà una partita come le altre. Abbiamo chiesto a Stefano Trinchera, uno dei protagonisti dello spettacolare girone di ritorno disputato dalle “fere”, di giocare in anticipo il match del Liberati, per cercare di capire che partita sarà. Un’intervista a tutto campo con il 34enne difensore centrale della Ternana.

Stefano, domenica è tempo di verdetti ed a Terni sarà di scena il Foggia…ad entrambe basta un punto per festeggiare, che partita sarà?

“Sicuramente sarà una partita diversa dalle altre, tutti sappiamo che sia a noi che ai rossoneri basterebbe un solo punto per raggiungere gli obiettivi ma non bisogna dare nulla per scontato, anche per rispetto alla gente che paga il biglietto; ad esempio, la partita della Pro Patria non è facile perché il Foligno, nonostante le molte assenze, potrebbe puntare ad una vittoria per migliorare la posizione in classifica in vista dei playoff…tuttavia noi ci stiamo preparando come sempre, con la massima attenzione ma è normale che mi auguro che possa finire come tutti sperano, sia da una parte che dall’altra”.

Molti passeranno la settimana a ricordarvi quel che accadde nel pre-partita dello Zaccheria per accendere gli animi e caricarvi psicologicamente...

“E’ da domenica scorsa che ce lo ricordano…per quanto mi riguarda non è questo il tipo di carica di cui abbiamo bisogno: quell’episodio è acqua passata, abbiamo chiarito tutto ed io nemmeno ci penso più; in campo avversari, fuori amici”.

Ad un bruttissimo girone di andata ha fatto da contraltare un ritorno fantastico…spiegaci la metamorfosi.

“I nostri obiettivi iniziali erano diversi, naturalmente…purtroppo nel girone di andata abbiamo avuto molti problemi fisici, alcuni calciatori non stavano bene e quando rientravano si facevamo male di nuovo. Per non parlare dei tanti episodi “molto sfortunati” (decisioni arbitrali, ndr) che ci sono capitati…poi le cose sono migliorate, abbiamo iniziato a ritrovare fiducia in noi stessi ed a recuperare giocatori importanti e cosi è nato il girone di ritorno da prima della classe, a dimostrazione del fatto che non siamo dei brocchi e ritrovando l’affetto del nostro pubblico”.

 E domenica c’è il Foggia di Galderisi, al quale basterà un punto per entrare nei playoff..

“Ci aspettiamo una squadra tosta, completamente diversa da quella affrontata all’andata ma che, allo stesso tempo, credo non venga qui a rischiare più di tanto; noi avremo tre assenze importanti ma stiamo puntando sul fare la partita come sempre, ma sappiamo che non sarà facile contro questo Foggia…non faccio pronostici, al 90’ vedremo come sarà andata a finire”.

Tra l’altro il tuo nome è stato spesso accostato ai satanelli in passato…

“Beh Foggia è una piazza importante ed ambiziosa, lo sappiamo tutti…ho avuto modo di conoscere la dirigenza e, personalmente, ho un gran rapporto con Gianni Francavilla (attuale d.g. rossonero) dai tempi di Manfredonia, una persona eccezionale e tra le più preparate nel suo campo. Io ho 34 anni e sono in scadenza di contratto, il mio desiderio sarebbe quello di avvicinarmi a casa (è di Copertino, Lecce)…nel calcio mai dire mai!”.

Un pensiero al Manfredonia, squadra della quale sei stato capitano e che, attualmente, è ultima in classifica.

“Io sono molto legato al Manfredonia ed al presidente Riccardi, con il quale mi sento spesso; sono stato il loro capitano e vederla all’ultimo posto non mi fa assolutamente piacere. Loro sono stati penalizzati in questo campionato, tra episodi discutibili e soprattutto un calendario sfavorevole. Il Sassuolo, ad esempio, ha giocato alla morte domenica scorsa contro di loro perché doveva andare in B mentre a Cava la Paganese ha vinto clamorosamente…ecco, certe partite dipendono molto dalle motivazioni ma chi sta nel mondo del calcio da un po’ non si meraviglia più di tanto di questi risultati. Ma non è solo colpa del caso, probabilmente anche alcune scelte fatte ad inizio stagione alla fine sono risultate azzardate. Ovviamente mi auguro con tutto il cuore che si salvino e restino in C1, categoria da noi in passato conquistata con il cuore e la forza di avere un gruppo fortissimo, che riempiva lo stadio. Bei tempi”.


Mario Ciampi - www.calciopress.net


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