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Sab, 30 Ago 2008 14:48:00

Spal, inizia la nuova era


Inizia domani al "Paolo Mazza" il ventesimo campionato in Prima Divisione per i colori biancoazzurri: dalla società alla squadra, dall'allenatore alla categoria in tre mesi è cambiato proprio tutto.

Tifosi della Spal (Foto:spallinati)


Pubblicato da:


Diego Stocchi Carnevali

Agenzie Fotografiche partner di Calciopress



Io vado alla Spal. Domani alle ore 15 si alza il sipario sulle ceneri di quella che fino a ieri era chiamata Serie C1. A Ferrara è iniziato il conto alla rovescia per vedere da vicino quella che in tanti sono convinti potrebbe essere davvero la svolta calcistica decisiva. La città è in fermento e ha fame di vittorie e di successi che da troppo tempo mancano all'ombra del Castello Estense.

 

Per tutti questi motivi non è raro sentire sempre più spesso lungo le vie del centro tifosi giovani e meno giovani chiedersi l'un l'altro "io vado alla Spal domani e tu? "Perché a Ferrara la Spal non è "la partita". E' la Spal, simbolo e patrimonio della città, un orgoglio e motivo di vanto per tutti: è senso di appartenenza e di aggregazione, è tifo, passione, colore e colore: tutti uniti, sotto un unico grande vessillo biancoazzurro.


La lunga estate. Facciamo un passo indietro. Gli sportivi ferraresi si ricorderanno l'estate 2008 come quella del cambiamento. Dopo l'abbandono di Gianfranco Tomasi (rimasto come socio di minoranza) e dopo una lunga trattativa, sul proscenio di corso Piave è salita una cordata guidata dall'imprenditore Cesare Butelli (il presidente), amministratore della Trasea, società che gestisce il recupero crediti con sede a Lucca.

 

Assieme a Stefano Bena (vicepresidente, un passato ventennale come dirigente a Brescia), Renato Schena (team manager) e Gian Bortolo Pozzi (direttore generale che ha ricoperto tutti gli incarichi dirigenziali possibili tra Lumezzane e Brescia), hanno preso in mano le redini della Spal. Obbiettivo è riportare a Ferrara il calcio che conta nel più breve tempo possibile con un occhio di riguardo al settore giovanile. Siamo in piena estate, è il 4 luglio e ufficiosamente siamo in Seconda Divisione. Ma il destino di lì a poco avrebbe regalato alla Spal un'altra incredibile sorpresa.

L'allenatore. Prima dell'appuntamento fatale del 30 luglio la dirigenza fissa il primo obbiettivo, quello del mister: è Aldo Dolcetti, classe 1966, lombardo di Salò, indimenticato numero 10 del Cesena. Conclusa la carriera da giocatore intraprende quella di allenatore iniziando a Brescia come secondo di Cavasin prima di tentare l'esperienza ungherese: nel 2006 guida l'Honved Budapest nella A magiara per passare poi al Siofok con risultati discreti intervallati da un breve ritorno in Italia a Lecco; quando sembrava che l'accordo con i lombardi fosse stato raggiunto divergenze societarie hanno portato l'allenatore a chiedere la rescissione del contratto e tornare in Ungheria.

 

A luglio di quest'anno infine la chiamata di Pozzi e Dolcetti è ufficialmente il nuovo allenatore della Spal. Dopo dieci giorni si parte per il ritiro con ancora un dubbio: dove giocherà la Spal? In Prima o in Seconda Divisione? Un dubbio da nulla proprio.


Il ripescaggio. L'estate intanto sfila via veloce, le voci si rincorrono, nessuna certezza all'orizzonte e la città vive momenti di spasmodica attesa: da più parti giungono notizie che la Spal potrebbe ritrovarsi in Prima Divisione ma la classifica delle società aventi diritto al ripescaggio è top secret (perché?). L'unica verità è che ai piani alti cadono come mosche illustri società: Messina, Lucchese, Spezia e Massese una dopo l'altra alzano bandiera bianca. Per la Ferrara calcistica si aprono le porte del Paradiso e il 30 luglio arriva la notizia ufficiale, è Prima Divisione e a Pieve di Cadore (sede del ritiro estivo) è festa come in tutta la città.


Cambiano le strategie. E cambiano gli obbiettivi. Se la Spal era partita con il chiaro intento di essere protagonista in Seconda Divisione il ripescaggio porta necessariamente la società a dover rivedere il mercato nell'ottica di un campionato tranquillo. Il primo passo è quello di portare a vestire il biancoazzurro giocatori in grado di garantire la quota salvezza il prima possibile, un mix di esperienza e gioventù. Arrivano così nel giro di pochissimi giorni l'estremo difensore Capecchi (una vita trascorsa tra Cittadella e Ravenna e tre campionati vinti alle spalle) i difensori Lorenzi (ultima stagione a Pisa in B) e Zamboni (per lui la Spal è l'occasione giusta per ricominciare dopo le ultime stagioni passate più in infermeria che in campo).

Questi si vanno ad aggiungere al metronomo Centi (ultime tre stagioni tra A e B, ha giocato poco ma la qualità è indiscussa), al jolly di fascia destra Quintavalla dal Lumezzane, ai difensori Gaspari (ultimo anno a Manfredonia ma del Brescia), Filippini (scuola Inter) e Gottardi (dal Rovigo via Bologna), ai centrocampisti Cazzamalli (ex Carpenedolo), Savi (in prestito dal Parma), Rivaldo (in comproprietà con il Genoa), al trequartista Cortesi (dal Rovigo via Bologna) e dall'ala Martucci (dalla primavera del Genoa).

In attacco un'altra scommessa che ha comunque ben impressionato in precampionato: Rachid Arma, marocchino, classe 1985, e un bottino di 70 reti nelle ultime tre stagioni nella Sambonifacese in D già ribattezzato il "Kanu della Spal" per la somiglianza con l'ex giocatore di Inter e Arsenal fisica e tecnica.


Chi va e chi resta. Detto dell'enorme lavoro in entrata, la società ha naturalmente dovuto alacremente lavorare anche in uscita per trovare una sistemazione confacente a giocatori che non rientravano più nel progetto della nuova gestione: i vari Turone, Gamma, Sesa, Furlanetto, Franchini, Giorgi, Agostinelli e Specchia hanno salutato i biancoazzurri e non è detto che entro il 1 settembre l'elenco dei partenti non si allunghi ancora (Bisso? Andreotti?). Accanto a questi i riconfermati che alla fine potrebbero essere solo il portiere Careri, difensori Servidei e Bianchi, il centrocampista Schiavon e la punta La Grotteria (se sta bene fa la differenza come ha fatto in precampionato).

 

Decimo posto? Magari! La vigilia di Ferragosto la Lega ha diramato la suddivisione dei gironi e cinque giorni più tardi sono stati pubblicati i calendari: nessuna sorpresa se non il tanto agognato ritorno alla suddivisione nord/sud nei due gironi. Biancoazzurri come da copione nel girone settentrionale in una vera e propria "B2": Venezia, Verona, Reggiana, Ravenna, Cremonese (fuoriserie), Padova e Cesena (un'altra fuoriserie) a cui si devono per forza aggiungere squadre come Pro Patria, Novara (mercato estivo sontuoso per entrambe) e Monza con un occhio di riguardo a chi fa del gruppo la propria forza come il Portogruaro del ferrarese Domenicali.

 

E la Spal? Come detto le incognite sono tantissime aldilà della qualità dei singoli che non è in discussione come dimostra la carriera dei giocatori acquistati; è la tenuta fisica e l'intesa tra i reparti a rappresentare oggi potenzialmente quei nodi da sciogliere e quelle difficoltà che logicamente la squadra solo giocando insieme potrà superare giorno dopo giorno.La fiducia non manca anche se il calendario è di quelli "paurosi": Monza, Verona, Cremonese, Ravenna,Sambenedettese e Reggiana nelle prime sei, tanto per gradire. Se la Spal tiene, (otto punti sarebbero un trionfo) allora ci divertiremo e potrebbe iniziare davvero un nuovo campionato. Non è un male partire a fari spenti. La Spal c'è, e darà fastidio a tutte. Garantito.


Diego Stocchi Carnevaliwww.calciopress.net

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