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Lun, 29 Set 2008 09:40:00

Spal-Samb, le pagelle


Capecchi salva la vittoria. Schiavon sugli scudi. Arma sbaglia troppo. Buono l'esordio di Rivaldo. Tutte le pagelle dei giocatori biancoazzurri.

Le pagelle di Spal-Samb


Pubblicato da:


Diego Stocchi Carnevali

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Capecchi 7 Al novantesimo era una sufficienza piena, nulla di più: al nono del primo tempo sfodera riflessi importanti su tiro di Magnani dai venticinque metri dopo che Quintavalla aveva ingenuamente perso palla su un disimpegno apparentemente elementare e sul finale della prima frazione un po' coperto, invero, in due tempi si accartoccia su un tiro non irresistibile di Tinazzi facendo temere il peggio. La sua gara sarebbe tutta qui se fosse durata novantacinque minuti. Al sesto di recupero invece, con la Sambenedettese tutta in avanti alla ricerca del pari, un cross di Caselli si trasforma in un assist al bacio per il centrale Moi che impatta sicuro di testa verso l'angolo basso alla destra del portiere della Spal: con un balzo di rara bellezza a mano aperta il gattone salva i tre punti e strappa un'altra prestazione sontuosa. Moi è ancora al "Mazza" a chiedersi come sia potuto succedere.

Quintavalla 6,5 Non è un terzino destro: questo ruolo lo fa diventare come un leone in gabbia perché, nel primo tempo, difende poco e male e allo stesso tempo non riesce spingersi in avanti come vorrebbe rinunciando alle proprie doti, su tutte la velocità, spiccatamente offensive, per precisi ordini di scuderia. Dolcetti se ne accorge e, a inizio ripresa, lo avanza ad ala tornante con compiti di svariare su tutta la fascia destra. Qui inizia la partita dell'ex giocatore del Lumezzane che, come sgravato da un peso, corre, dribbla, pressa, si accentra, ruba palloni e sforna assist a ripetizione riuscendo a mettere Arma a tu per tu con Dazzi dopo aver rubato palla a Servi. E se giocasse novanta minuti in questa posizione anziché metà tempo?

Lorenzi 6,5 L'azione del goal è un raro esempio di capacità tempistica perfetta di inserimento: i difensori della Sambenedettese, è vero, lo lasciano completamente libero, assegnando, su calcio da fermo, al piccolo centrocampista Forò il compito di marcare a zona il centrale dei ferraresi per tenerlo il più lontano possibile dall'area di rigore onde evitare il suo colpo di testa: al numero dieci dei marchigiani riesce perfettamente questa mansione, peccato però che Lorenzi si dimostri bravo anche con i piedi e, in questa occasione, concluda a rete, imparabilmente alla destra di Dazzi con una girata bellissima su corner di Savi dopo solo due giri di lancette. Goal vittoria a parte, il primo di piede in carriera, non soffre mai l'asfittico attacco dei rossoblu.

Zamboni 6 Sufficienza di stima stiratissima. Sorprendentemente in affanno. La troppa sicurezza lo tradisce. Inizia spazzando in tribuna alla vecchia maniera un paio di palloni innocui dando l'impressione di non essere in grandi condizioni atletiche. Sicuramente tra quelli che di più hanno risentito delle tre gare in sette giorni e bisognoso forse di un turno di riposo in considerazione di un avversario non propriamente trascendentale in attacco (zero goals in cinque partite) e che arrivava a Ferrara con una sola punta. Nella ripresa inizia con uno svarione che non appartiene al suo curriculum e che per poco non manda in porta Ferrini. Non è una giornata di lavoro particolarmente intenso eppure riesce a complicarsi la vita anche nei disimpegni più elementari e si becca un giallo evitabile. L'impressione è che prenda con troppa sufficienza la gara e questa è una licenza che non deve prendersi. Mai. E' bravo ma ha rischiato figuracce a ripetizione. Si riposi, in attesa di Reggio Emilia.

 

Cabeccia 6,5 Partita brillante, di intelligenza tattica e di grande sostanza. Chi è abituato a vedere nel numero tre lo stantuffo instancabile che corre su e giù per la fascia sinistra per novanta minuti rimarrà "deluso" perché Cabeccia è tutto tranne che un fluidificante. Da difensore centrale adattato a terzino sinistro dimostra un notevole senso della posizione e dopo un avvio un po' timoroso, ma lecito, per poter prendere adeguatamente le misure a Magnani e Tussi, cresce alla distanza giocando una ripresa sontuosa cloroformizzando, di fatto, la manovra della Samb sulla fascia sinistra. Poco appariscente ma assolutamente fondamentale.

Cazzamalli 5,5 Il "maestro" stecca la prima. La stanchezza deve farsi sentire in chi, più che in altri, lascia sul campo al novantesimo, sudore, anima e cuore. Non che i suoi compagni non lo facciano, anzi, questa Spal ha dei leoni in campo, ma la generosità di Alessandro Cazzamalli è un qualcosa di impareggiabile e giocare ogni tre giorni non aiuta certo a recuperare a dovere le energie giuste proprio come è successo questa settimana. Si inserisce un secondo dopo nelle azioni d'attacco spalline, non ha la stessa lucidità che sin qui lo hanno contraddistinto in fase di impostazione e anche in fase di ripiego è più falloso del solito; resta imbrigliato nella matassa dei marchigiani, che a centrocampo sono costantemente in superiorità (per via del modulo), non venendone a capo con la solita grinta di sempre e perde diversi duelli, perché spesso raddoppiato a turno da Palladini, Magnani e Tussi e non è facile. Cala, stanco, alla distanza.

Savi 5,5 Per l'occasione, in assenza di Centi, viene eletto capitano da Dolcetti. Il numero quattro spallino non incide sulla gara giocando da fermo e facendo rimpiangere sia l'assente, lui che non è un regista puro e nemmeno glielo si chiede di diventarlo, sia Schiavon, che in quel ruolo sa mordere molto di più e che in quello da regista sa sopperire con la corsa a tutto campo ad evidenti limiti tecnici. Evidente il buco in mezzo al centrocampo spallino a metà tempo con il solo Schiavon a cercare di accorciare sempre la distanza con lo stesso Savi che da par suo si limita a qualche passaggio a due metri. Da un suo angolo nasce il goal della vittoria della Spal e gliene va dato merito, ma la partita che fa è ampiamente al di sotto dei suoi standard.

Rivaldo 6 Al tredicesimo della ripresa entra il sudamericano dalle lunghe leve e la Spal cambia modulo passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con il paraguaiano nel ruolo di trequartista centrale. Non è ancora al meglio della condizione e si vede, ma gioca a testa alta, ragiona e lotta andandosi a conquistare un calcio d'angolo sotto la Ovest da strappa applausi con un rimpallo delizioso su Pistillo a palla apparentemente persa dallo spallino. Cerca costantemente i compagni, Bracaletti e Quintavalla in questo caso, tira in porta (e questa Spal, in porta, tira veramente molto poco) e calcia con una discreta personalità le punizioni (su di una delle quali per poco Palladini non compie la più classica delle autoreti). Pedina da non sottovalutare.

Schiavon 7 E' tornato "Pac-man". Mangia l'erba (poca) del "Paolo Mazza" con avidità e macina chilometri su chilometri ringhiando sugli avversari rincorrendoli e tornando ai livelli d'eccellenza dell'anno scorso. Se dovessimo scegliere diremmo che il centro destra è la posizione ideale per questo giocatore che però quando rientrerà Centi tornerà nel ruolo davanti alla difesa che non gli permette sempre di sfruttare a tal punto questa sua esplosività agonistica. Grande generosità nei raddoppi, buonissima visione di gioco e inesauribile per tutti i novanta minuti. Tecnicamente è migliorato tantissimo. Capitano dopo l'uscita di Savi ma capitano in campo anche prima: è sempre lui il primo a dirigersi dal direttore di gara a chiedere spiegazioni sulle decisioni prese ed è sempre lui il primo a dare la carica ai suoi compagni con il gioco e con le parole. Man of the match insieme a Capecchi.

Bracaletti 6 Moto perpetuo instancabile. Fa soffrire Pistillo nella prima frazione giocando molto largo a sinistra da ala pura costringendo l'ex terzino della Primavera della Roma a rincorse disumane. Nella ripresa, proprio come successo contro la Cremonese, sposta il suo raggio d'azione accentrandosi sovente e giocando più vicino ad Arma. Tira in porta e non ha paura di sbagliare: ha personalità e alla Spal giocatori come lui servono come il pane. Spina nel fianco e costante pericolo per la retroguardia rossoblu che non lesina ad adoperare le maniere forti per fermarlo. L'impressione è che se giocasse più vicino ad Arma entrambi potrebbero trarne reciproco giovamento. Così come tutta la Spal.

Arma 5,5 Il modulo gli impone di fare a sportellate e di aprire il gioco per le ali con le sue spizzicate volanti. Non solo, deve anche fare goal, se capita l'occasione. Per la serie canta e porta la croce ed è talmente da solo che spesso è commovente vedere farsi assist da solo o lanciarsi da solo in profondità alla ricerca di un insperato colpo di genio. Normale che con tutto questo lavoro arrivi poi poco lucido al momento della conclusione e sbagli due nitide palle goal prima al cinquantunesimo su assist di Quintavalla tirando, tutto solo, debolmente sui guantoni di Dazzi, poi al settantacinquesimo quando non sfrutta un colpo di testa di Cabeccia a smarcarlo tutto solo ancora davanti all'estremo marchigiano. Esce in debito di ossigeno.

Martucci 5 Presenza impalpabile. Dolcetti lo sistema a destra ricordandosi che a Verona è proprio in questa posizione che l'ala ex Genoa ha fatto vedere le cose migliori. Oggi, invece, un passo indietro inspiegabile. Non punta mai l'avversario, litiga con il pallone e si limita a farsi notare per una assurda perdita di tempo a metà campo nella prima frazione di gioco rotolandosi a terra e costringendo Savi a mettere fuori la palla con possesso biancoazzurro interrompendo un'azione offensiva salvo poi rialzarsi a sfera uscita. Giustamente sostituito e non per colpa del destino cinico e baro.

Ghetti 6 Non è il Ghetti "mostruoso" visto con la Cremonese e inizia la ripresa "freddo", un po' in sordina e sbaglia due passaggi facili facili. Si riprende grazie anche all'inconsistenza degli avversari che dalla sua parte non hanno mai avuto modo di sfondare nei novanta minuti con Ferrini.

Agodirin s.v.

 

Diego Stocchi Carnevali - www.calciopress.net


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