Capecchi 7 Grande partita del felino biancoazzurro: non è chiamato sovente a rispondere presente dagli attaccanti patavini ma in due occasioni è semplicemente straordinario perché decisivo ai fini del risultato. Nel primo tempo salva su Varricchio dopo un tiro ribattuto dalla difesa di Pederzoli mentre nella ripresa, a sette minuti dalla fine, compie un miracolo su una bordata dalla sinistra del neo-entrato Filippini. Riscattata pienamente l'opaca prova di Sesto.
Ghetti 6,5 Puntuale e preciso nelle chiusure mette lo zampino nell'azione del goal con il tiro da fuori che poi rimpallerà proprio sui piedi di Cazzamalli e di lì finirà in fondo al sacco. Pulito e attento non va mai in affanno sul tanto decantato Rabito che parte spesso da dietro provando, senza i risultati sperati, a puntare il difensore spallino.
Servidei 6,5 Sicuramente la coppia d'attacco biancoscudata si presentava con un curriculum di tutto rispetto ma Christian, che non è un novellino, gioca una partita praticamente perfetta annullando a turno Di Nardo e soprattutto Varricchio giocando d'anticipo e con una grinta d'altri tempi. Esce perché stremato dopo una prova davvero convincente. Nessuno si è accorto che mancava Lorenzi.
Bianchi s.v. Al rientro dopo un mese va a sinistra negli ultimi dieci minuti di partita.
Zamboni 7 Non lo scopriamo oggi. Conferma di essere in condizioni fisiche invidiabili riuscendo a contenere Varricchio senza mai farlo girare o consentirgli azioni pericolose nell'area spallina. Il terzo posto dei ferraresi nasce soprattutto dalla capacità di questo ragazzo (insieme a quella di Lorenzi) di essersi calato perfettamente nei panni della categoria in un crescendo esponenziale, domenica dopo domenica, in fatto di prestazioni positive. Chirurgico negli interventi, non esita a spazzare in tribuna (un pallone a dire il vero lo tira anche sul tetto dello stadio ma poco importa) quando serve. Un mastino di grande correttezza e lealtà.
Cabeccia 6 Dei quattro dietro è come sempre quello costretto a giocare in un ruolo non suo eccezion fatta per gli ultimi dieci minuti quando, complice l'uscita di Servidei, si sistema in mezzo con Zamboni. Un po' meno preciso rispetto alle ultime uscite con qualche appoggio di troppo sbagliato ma nel complesso la prova è sufficiente.
Centi 5,5 Prova incolore del capitano della Spal. Ammonizione a parte (diffidato salterà Venezia), evitabile per la platealità dell'intervento a piedi uniti non tanto per l'effettiva valenza di fare male, non da l'impressione di entrare mai in partita. Gioca a intermittenza, come ha abituato a fare del resto il pubblico di fede biancoazzurra, ma stavolta le pause che si prende sono più lunghe, segno e sintomo di un normale calo fisiologico in chi come lui ha giocato pochissimo nelle ultime stagioni: la domenica di sosta forzata può essere una manna per riaverlo con la Pro Patria tra due settimane in condizioni atletiche meno appannate.
Schiavon 7 Il solito grandissimo "Pac-man". Primo tempo in cui fa il diavolo a quattro prendendo in mano di fatto le redini del centrocampo spallino: corre, contrasta, imposta, ringhia è lui anima e cuore di questa squadra, capitano di fatto ed elemento imprescindibile e insostituibile nello scacchiere di Dolcetti. Non si contano i palloni che passano dai suoi piedi e altrettanti quelli che conquista spaziando da una parte all'altra del campo con una generosità invidiabile e degna di menzione.
Cazzamalli 7 Il goal partita è suo, di questo martello tutta grinta e muscoli d'acciaio. Il pelatone disputa un altro incontro di grande spessore conquistando, di testa, un innumerevole quantità di palloni sia nell'area spallina che in quella veneta. Non molla mai, come tutti i suoi compagni del resto, e la tenacia lo premia nell'azione del goal (secondo centro per lui dopo quello di Verona). Corre fino all'ultimo secondo della partita e domenica dopo domenica si conferma sempre più come uno degli acquisti più azzeccati dell'estate spallina.
Agodirin 7,5 Quando esce il "Paolo Mazza" è una bolgia tutta per lui. Messo in campo un po' a sorpresa ancora di più sorprende la maglia numero dieci sulle spalle del ragazzo nigeriano: a chi è abituato ai vari Roberto Baggio, Gianfranco Zola o Beppe Signori beh queste persone non si scandalizzino se vedranno che Agodirin non ha nulla della tecnica dei sopracitati. La partita che disputa per quantità è impressionante: corre finché le condizioni fisiche glielo consentono, recupera a tutto campo mette La Grotteria nelle condizioni di chiudere il match con un assist di testa perfetto a metà ripresa e in quanto a generosità meriterebbe dieci e lode. Partita dopo partita diventa sempre più idolo della tifoseria spallina che sta conquistando con queste prestazioni fatte di attaccamento inverosimile alla maglia che indossa. Mezzo punto in più per l'umiltà nel porsi ai compagni, quasi eccessiva, perché sì la modestia è una qualità invidiabile, ma al contempo lo è pure la fiducia nei propri mezzi e questo ragazzo deve senz'altro credere di più in se stesso: quando lo farà allora arriveranno anche i goals. A tratti commovente.
Arma 5,5 Dolcetti si sa, non gli chiede solo i goals ma anche di giocare per la squadra, spalle alla porta per sfruttare al meglio i suoi centimetri. E' evidente che da solo però non può fare granché: sia Agodirin che Quintavalla giocano troppo larghi e non sempre si trovano in sintonia con le spizzate del fenicottero marocchino e la conseguenza è che i palloni persi sono in quantità nettamente superiore a quelli giocati e trasformati in azioni pericolose. Non tira mai in porta ed è difficile da credere che si possa segnare senza tirare in porta, per chiunque, non solo per lui a cui va dato atto di lottare. Giocasse con qualcuno vicino più esperto e capace di insegnargli i tempi giusti di inserimento ne trarrebbe vantaggio non solo lui ma tutta la squadra che si renderebbe senz'altro più pericolosa in avanti.
La Grotteria 7 E' la mossa che cambia la partita. Fa un secondo tempo splendido, sfiora il goal, lotta, combatte su ogni pallone e vede meglio di Arma i suoi compagni merito di una tecnica certamente superiore e si muove con più disinvoltura tra i difensori biancoscudati che sono costretti più volte a ricorrere al fallo tattico per contenere "il gaucho". Rispetto ad Arma da sicurezza a tutta la squadra con la sua spavalderia e disinvoltura (aldilà di un paio di tocchi di fino che poteva risparmiarsi) e tiene in piedi il reparto praticamente da solo. Giocatore importante e da tenere in assoluta considerazione anche se difficilmente per novanta minuti.
Quintavalla 6,5 Il polmone d'acciaio della Spal. Corre per novanta minuti, non si risparmia mai e costringe in più di un'occasione gli avversari a sbagliare con il suo pressing asfissiante a tutto campo. Impressionante per la lucidità con cui ad ampie falcate riesce a percorrere tutto il campo senza perdere il pallone e ancor di più per le ripartenze velocissime a cu si dedica con grande dedizione tutta la partita. Ammonito, salterà Venezia perché diffidato.
Rivaldo s.v.
Diego Stocchi Carnevali - www.calciopress.net