La magia del calcio, sport strano, a volte ingiusto, irrazionale ma specie per questo amato, sta tutto nel viso incredulo nella corsa gioiosa sotto la gradinata del baby Thomas Albanese, che domenica scorsa, entrato da pochi minuti, con un’acrobazia sotto la curva Nord regala il secondo posto ai dorici al termine di una sfida al cardiopalma giocata davanti ad una cornice di pubblico di categoria superiore. L'Ancona può gioire per un secondo posto strappato in extremis ma assolutamente meritato. La squadra infatti non è mai scesa sotto il terzo posto in tutto l'arco del campionato, dopo essere partita a Luglio per un campionato tranquillo cercando di evitare le sofferenze della stagione passata.
La piazza d'onore è merito delle individualità che si sono evidenziate nella stagione ma soprattutto nello spirito di gruppo e sacrificio che la truppa di Mister Monaco ha costruito, riuscendo ad avere la meglio su organici sulla carta più competitivi. Ora come si è soliti dire incomincia un 'altro campionato e quindi a parte squalifiche e posizioni di privilegio in classifica bisogna azzerare quasi tutto. Ma la convinzione dei propri mezzi nasce appunto dalle partite precedenti e l'Ancona deve basarsi appunto su questo, ovviamente essendo ben cosciente che le quattro squadre rimaste si equivalgono tutte come livello di forza, e hanno storie calcistiche importanti per la serie C (fattore da non sottovalutare in occasione degli spareggi dove il pubblico e l'ambiente si è rivelato decisivo in molte occasioni). Il dato sicuramente critico è quello degli infortuni. Dopo aver perso definitivamente Anderson, (l'elemento decisivo nell'equilibrio del centrocampo dorico), e De Sousa, molte pedine della squadra sono alle prese con problemi di varia natura (Piccoli, Mastronunzio e Caremi su tutti) e questo è fonte di preoccupazione per l'andamento delle prossime sfide (considerando anche l'assenza di Anaclerio per squalifica nella prima gara).
Dopo aver archiviato le trentaquattro giornate di campionato, le attenzioni dei dorici vanno ora al Perugia, squadra che si ritrova miracolosamente nei play-off per una serie di strane circostanze finali, prima su tutte la mancata scesa in campo nell'ultima giornata da parte del Martina che ha sia regalato i tre punti decisivi agli umbri sia evitato il rischio di infortuni e squalifiche. Incredibilmente, per un'acrobazia del regolamento, invece la stessa partita “fantasma” ha valso come turno di squalifica per Mazzeo, che quindi potrà essere regolarmente in campo nell'andata del Curi. Questo non toglie i meriti dell'undici di Cuccureddu che ha ripreso in mano una squadra in crisi irreversibile, specie fra le mura amiche, e l'ha portata, ritrovando gioco e risultati, fino al quinto posto, ultima piazza utile per giocarsi la promozione attraverso gli spareggi.
Nell'altra semifinale tutta rossoblù, il Taranto affronterà invece il Crotone. La squadra pugliese vista al Del Conero è una squadra che ha tutte le carte in regola per fare il grande salto. L'ambiente è carico e questo può risultare determinante. La forma fisica sembra ottima e la mentalità vincente è cresciuta e si è consolidata con l'incredibile serie positiva del girone di ritorno. Va ad affrontare il Crotone con la quale ha sempre impattato a reti bianche nei due precedenti incontri. Anche considerando questo, il miglior piazzamento nella regular season è un privilegio che pone favorita la squadra di mister Cari nonostante l'imprevedibilità di questo tipo di sfide.
Matteo Masi – www.calciopress.net