In questi giorni non si fa altro che sentire girandole di voci fra le più fantasiose e contorte. Cordate che appaiono e scompaiono, il Presidente alla guida di un tir pieno di contanti, interrogazioni in Consiglio Comunale (fatte da persone che non hanno mai messo piede allo stadio), il Lodo Petrucci, la serie D, no si riparte dall'Eccellenza, i famosi conti di Montecarlo e chi più ne ha più ne metta. La stampa sportiva locale in piena crisi di identità, i siti internet pure. Insomma un caos che a Lucca non vedevamo da tempo. Dal novantesimo di domenica scorsa è stato tutto un susseguirsi di ipotesi, illazioni, previsioni ma di concreto ci sono rimasti "in mano" la mancata qualificazione ai playoff e il deferimento alla giustizia sportiva con conseguente penalizzazione di tre punti da scontare il prossimo campionato per il mancato versamento di contributi enpals e irpef.
Quindi volendo fare un bilancio come in tutti i finali di stagione per il terzo anno consecutivo della gestione Fouzi la società rossonera ottiene l'ottava piazza del campionato riuscendo a peggiorare perfino le performance degli anni precedenti, ma a differenza del passato (primo anno gestione Fouzi), negli ultimi due anni si è avuta netta la sensazione, e anche qualcosa di più, che la squadra, per reazione ai mancati stipendi, si sia "auto-eliminata" dalla qualificazione dei playoff disputando dei finali di stagione da definirsi quantomeno "insoliti".
Per cui alla fine delle analisi la situazione è questa: O il presidente Fouzi rientra in città spiega chiaramente la sua situazione e compie atti materiali tali da ristabilire la sua credibilità e rilancia in grande stile la prossima stagione dimostrando alla città che le sue erano solo difficoltà momentanee, oppure prende atto di quel che ha combinato e cerca di uscire di scena a testa alta facilitando il subentro a nuovi proprietari scongiurando scenari catastrofici che nessuno si augura.
Certo l'alone di mistero di cui si è sempre circondato non faciliterà "l'operazione rilancio", da qui l'auspicio di una nomina di un "Presidente liason" che sappia comunicare con tifosi, stampa e soprattutto Lega, e ricostruisca la perduta credibilità anche verso gli addetti ai lavori che d'ora in avanti, stando l'attuale proprietà, ci penseranno diverse volte prima di firmare contratti "sulla fiducia".
Infine i tifosi che tanto pazientemente aspettano l'evoluzione dell'ennesima telenovela e si apprestano a vivere la diciannovesima stagione consecutiva di mancate promozioni, un pubblico che anche questo anno ha fatto la sua parte arrivando terzo per presenze nel girone B della C1 e che francamente non ne può più di giochetti alle sue spalle.
Luca Borghetti – www.calciopress.net