Lun, 01 Dic 2008 17:26:00 |
Taranto, il dopo Cavese
L'imperativo è ripartire da zero, dopo la sonora sconfitta di Cava. Preoccupante l'assenza di reazione della squadra a seguito delle reti subite. |
Una gara tanto inguardabile quanto ingiudicabile, quella disputata dagli jonici a Cava dei Tirreni. Per carità la trasferta alla stadio Lamberti è storicamente indigesta alla compagine rossoblu, che anche in tempi migliori ha rimediato magre figure abbinate a pesanti sconfitte. Il trend negativo viene confermato anche dagli uomini di Dellisanti, inguardabili per la mancata reazione, dopo la rete subita. L’orgoglio e la tenacia non dovrebbero contraddistinguere una squadra da salvezza? Forse no . Siamo un pò troppo romantici, quasi demodé. Dalla Caporetto rossoblu salviamo i soliti indomabili Prosperi, Giorgino, Micco e Dionigi. Per carità le attenuati non mancano, in particolare le assenze di D’Alterio e Migliaccio, che hanno reso la difesa, già traballante a pieno organico, totalmente fragile. A tal proposito mister Dellisanti ha rischiato dal primo minuto il promettente, ma imberbe, Cesareo. L’esperimento indotto dalla carenza di alternative non è andato a buon fine. Con questo non è nostro intento dare addosso al giovane rossoblu che avrà modo di rifarsi in altre occasioni. Ad ogni modo Il tecnico sangiorgese ha tentato nella ripresa, a gara abbondantemente compromessa, di affidarsi all’esperienza di Pastore. La mossa del trainer jonico è parsa un implicito ripensamento rispetto alla scelta iniziale. Ma, ad onor del vero, l’esperto capitano rossoblu non ha giocato meglio del giovane compagno sostituito, anzi ci ha messo del suo in occasione della terza rete campana realizzata da Bernardo. Calciatori del calibro di Schetter, Sorrentino e lo stesso Bernardo hanno tagliato la difesa pugliese come il burro. La prestazione dei rossoblu è stata paradossalmente anche ingiudicabile, perché la contesa è durata poco più di otto minuti. Il tempo necessario agli aquilotti per colpire gli jonici proprio con la loro arma migliore: il contropiede. Il rigore subito e la conseguente espulsione di Sosa hanno trasformato i rossoblu in vittima sacrificale pronta a mostrare il fianco al più quotato avversario, che tale sarebbe stato, giusto rimarcarlo, anche nel caso in cui i rossoblu avessero giocato l’incontro a pieno e completo organico. Del resto la classifica delle due formazioni lo dimostra, da una parte la Cavese veleggia nelle zone nobili della classifica, mentre il Taranto si ritrova nuovamente invischiato in fascia play out.
E’ chiaro che il tempo per recuperare non manca, ma bisogna subito correre ai ripari. Al mercato di gennaio manca solo un mese e sicuramente lo staff rossoblu è già al lavoro per inserire gli adeguati rinforzi nello scacchiere di Dellisanti. Innanzitutto il reparto più bisognoso di un maquillage è la difesa, dove urge un esterno mancino all’altezza della situazione, e magari un jolly difensivo in grado di sostituire degnamente i vari D’Alterio, Migliaccio e Prosperi. In mediana poi, perso Paolucci (rientrerà tra febbraio e marzo), servirebbe un pensatore efficace anche in fase d’interdizione. Infine nel settore avanzato una punta capace di assecondare le giocate di Dionigi. Di contro bisognerà “liberare” i giocatori non più utili alla causa rossoblu permettendoli di emigrare verso altri lidi. Inutile nascondersi dietro a un dito, alla formazione rossoblu servono giocatori capaci di mettere l’anima in campo.
VERSO IL GALLIPOLI. Il prossimo impegno vedrà Prosperi e compagni fronteggiare la capolista Gallipoli, allenata dal tecnico Giannini. Un incontro sulla carta proibitivo, ma almeno mister Dellisanti potrà contare sui rientri di Migliaccio e D’alterio in difesa. Ancora assente sarà, invece, il pubblico. Ovviamente il derby (tutto jonico) sarà giocato a porte chiuse, perché tra inadempienze varie e ritardi burocratici lo stadio Iacovone resta l’unico chiuso in Italia. Ma è arcinoto che a Taranto non ci facciamo mancare nulla. Restiamo, comunque, in attesa che qualche reo confesso dichiari per tale situazione la propria cialtroneria.
Enrico Losito - www.calciopress.net
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