Quella che si gioca domenica al Liberati tra la Ternana e l’Hellas Verona non sarà solo una partita di calcio, ma anche la messa in scena di due storie d’amore. Non è forse il calcio una metafora della vita, come sosteneva Sartre? O non è piuttosto la vita una metafora del calcio, come pensa invece il filosofo Sergio Givone? Il fatto è che il football è paradigmatico delle dinamiche della vita, proprio come la vita lo è di quelle del football. Sta in questo, forse, una delle ragioni per cui questo sport non tramonta mai. A dispetto di quanti, in tutti i modi possibili, stanno cercando di affossarlo.
Un amore tradito. Le maglie rossoverdi e quelle gialloblu, precipitate sul fondo della classifica di C1 e in lotta per non retrocedere, sono un non senso. Due tra le più calde e appassionate tifoserie d’Italia, si trovano infatti costrette a guardare dal basso in alto le provinciali che dettano (paradossalmente) legge nel girone. Sassuolo, Cittadella e Foligno occupano a sorpresa le prime piazze. Prova provata che programmare si può. E che realizzare i progetti si deve.
Un amore molesto. Nelle ultime partite interne Terni e Verona hanno assistito al tracollo delle loro squadre del cuore. I rossoverdi sono stati strapazzati in casa da un Sassuolo che non ha voluto sportivamente infierire. I gialloblu, a loro volta, sono stati travolti da un Legnano che solo a tempo scaduto ha concesso l’onore della armi a quella che in campo è sembrata un’armata Brancaleone.
Un amore doloroso. Al tradimento le due tifoserie hanno reagito in modo diametralmente opposto. In Umbria ha prevalso il disincanto. La squadra è stata lasciata sola. Il Liberati è desolatamente vuoto. Una cattedrale nel deserto, laddove fino a non molto tempo fa pulsava una passione spasmodica. Si è scelta questa strada per contestare una società che non ha mai saputo creare il giusto rapporto con la città. In Veneto i tifosi hanno imboccato in massa la via del Bentegodi. Affollano in 10mila le tribune. Solo per soffrire. E però senza mai smettere di sostenere le maglie.
Un amore tenace. Indissolubile. Resistente alle bufere. Immune alle provocazioni. Saldo nei principi. Intenso come sempre. Che cerca nel ricordo di un passato glorioso la forza per superare le opache ansie del presente e lo slancio per affrontare la paura del futuro.
Quella che si gioca domenica al Liberati tra la Ternana e l’Hellas Verona non sarà, per tutte queste ragioni, una semplice partita di calcio. Sarà anche, e soprattutto, il racconto di due storie d’amore. Perché non esistono mai storie d’amore belle o brutte. Ma, solo e comunque, storie d’amore. Meritevoli di essere raccontate. A futura memoria.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net