Come si apprende dal Corriere dello Sport il presidente della Lega di serie C, Mario Macalli, ha deciso di imprimere una scossa al campionato che dirige. A maggio sarà infatti presentato il nuovo logo. Ma non finisce qui, la terza serie cambierà anche il nome. Macalli l’aveva promesso ed è stato di parola.
Il suo obiettivo è quello di dare visibilità a un prodotto che langue da anni e di farlo in un momento di grande difficoltà per il calcio in generale e per quello della serie cadetta in particolare. La serie B, in forte crisi di identità, si trova sull’orlo del baratro e attualmente è fuori mercato.
Un rischio, quello di restare estromessi dal business e nella fattispecie da quello televisivo, che Macalli non vuole correre. E, per questo, ha deciso di giocare d’anticipo. Anche se i suoi tentativi per dare risalto alla serie C in tv, almeno per il momento, non hanno dato grandi risultati.
Oltre un nome e un logo nuovi, la serie C cambierà anche la sede logistica. Macalli sostiene che sarà di alta rappresentanza, perché di questi tempi l’immagine conta. Si tratta di una villa con parco, interamente di proprietà delle federazione, che sarà inaugurata a Firenze alla fine del mese. Un fiore all’occhiello, al quale il presidente tiene in modo particolare.
Queste e altre novità sono state anticipate dal massimo dirigente federale in occasione del vertice che si è tenuto ieri in Federcalcio. Anche in serie C dovrebbe essere la volta del pallone unico, come nelle serie superiori. Dovrebbe essere abbandonato il sistema delle fideiussioni, che pesa enormemente sui bilanci delle società. Al suo posto Macalli pensa a una sorta di cooperativa fidi, un sistema nuovo che illustrerà a breve.
Ciò non significa togliere potere alla Covisoc in materia di iscrizioni né essere meno garantisti nei confronti dei giocatori. Su questo punto il presidente è stato chiaro. Lui vuole che la serie C sappia stare sul mercato e sostiene che nemmeno lo stipendio di un operaio è coperto da garanzie. Se un calciatore non si fida, è meglio che vada a lavorare da un’altra parte.
Insomma, molte le novità che bollono in pentola nell’imminenza della fine della stagione regolare. Peccato che su un avvenire che viene disegnato come roseo pesi un presente alquanto opaco. Con molte squadre appese a un filo e che conosceranno il loro destino il 22 aprile. Quando, molto tardivamente visti i tempi della Giustizia sportiva, saranno ufficializzati i deferimenti che peseranno sul futuro di molti club.
Serena Caluri – www.calciopress.net