Anche la stagione in corso non ha risparmiato i tifosi dalle carte bollate. Il rigore imposto e voluto dal presidente della Lega di serie C, Mario Macalli, ha prodotto una serie di controlli e provvedimenti giusti alla causa, sebbene non appaiano ben chiare le tempistiche, visto che tali provvedimenti potevano (dovevano?) essere presi per tempo. Si è invece giunti alla fine della stagione, dove il campo emette dei verdetti, che puntualmente vengono rivoluzionati dalla giustizia sportiva.
E’ altresì illogico (parere personale) togliere punti in classifica a squadre che sul campo hanno sudato i propri risultati, per ritardi di pagamento, regolarmente poi ottemperati, che nulla hanno a che vedere con le prestazioni degli atleti. Ecco quindi che una società come il Pescara, che ad inizio stagione presentava in campo un nugolo di ragazzi, e che il presidente Soglia ha fatto rinascere dalle proprie ceneri, si trova a dover (forse) dire addio al sogno play off. Un traguardo sperato e sudato dalla dirigenza abruzzese, dai giocatori e dai tifosi.
Per di più la penalizzazione viene inflitta per omissioni da parte del vecchio gruppo dirigenziale. Insomma, un torto nel torto. E’ vero che vanno difese le società che risultano puntuali nei pagamenti e che annoverano gestioni societarie cristalline. Ma è altresì indispensabile che a pagare lo scotto di mal gestioni non siano la squadra e i suoi tifosi.
Capitolo a parte invece per il Lanciano. Da quanto emerge, la società rossonera, non avrebbe dovuto neanche essere iscritta al campionato, in quanto la documentazione presentata non sarebbe stata regolare. Allora a questo punto ci sorge il dubbio che il rigoroso controllo sulle iscrizioni ha subito un grave ed esiziale black out. Ed è veramente grave che ci si è accorti del malfatto addirittura a fine torneo. Ma anche la sanzione non appare adeguata (chiedere al Martina e company). Gli otto punti di penalizzazione sembrano quasi una beffa, proprio in barba a quelle società “regolari” che il presidente Macalli vuole ad ogni costo, e giustamente, tutelare.
In definitiva stiamo assistendo (di nuovo) ad un campionato dove la parola “falsato” ben si amalgama con un sistema di controllo che sembra fare acqua da tutte le parti. Speriamo che almeno sul campo tutto si svolga regolarmente, e che le squadre fuori da ogni gioco e ogni pericolo, onorino sino alla fine questo torneo. Ed in questo non possiamo fare altro che applaudire e prendere esempio dal Martina.
Stefano Cordeschi – www.calciopress.net