Da domenica si ricomincia. Tutti al lavoro. Le basi non sono ancora delle migliori? Pazienza. La squadra crescerà, deve farlo, nei prossimi giorni e cercheremo di proiettarci nel futuro pensando alle partite da giocare, ai temi tattici proposti dagli avversari, ad organizzarci, noi giornalisti per il lavoro, i tifosi per le coreografie, per le trasferte. Insomma, torneremo a vivere dopo i mesi di angustie e di problemi vari che ci hanno avvelenato l’esistenza calcistica.
Chi non ama il calcio, o lo segue con distacco, sorriderà di queste nostre emozioni così “esagerate”, suvvia si tratta solo di calcio. Ma chi, come noi, da questo calcio riceve le motivazioni più sentite e più vere, non può che vivere questa realtà in modo esagerato. Un’esagerazione da contenere, però, entro i limiti del buonsenso e della passione sportiva. Noi giornalisti dovremo ricordarci che ci rivolgiamo, soprattutto, ad un pubblico giovane, quindi, ancora in fase di crescita e di maturazione, per cui dovremo smetterla di raccontare calcio come se fossimo al fronte, evitando di aumentare ancora di più la pressione di chi già vive in stato “febbrile”, dato che il Tifo è già di per sé uno stato di “agitazione” psicologica e fisica.
Inoltre dovremmo cercare di aiutare i più giovani a meglio comprendere il calcio con i suoi temi tecnici e tattici, perché è indubbio che un elemento preparato, e con buone conoscenze tecniche, non può che reagire meglio dinanzi alle realtà proposte dalla gara stessa. Senza nasconderci dietro il classico dito, dobbiamo riconoscere che la violenza, espressa negli stadi negli ultimi anni, ha condizionato, e molto, tutta la vita degli sportivi.
Ai tifosi, quelli più accesi, vorremmo ricordare, senza essere tacciati di fare della retorica, che il calcio è gioia di vivere, divertimento, che la nostra passione deve portarci a tifare ed esaltare i nostri colori e non ad accendere risse contro gli altri che hanno il nostro stesso difetto, amare la loro squadra. Tifate per i vostri ragazzi, non contro gli altri che sono non nemici, ma avversari.
Si ricomincia a giocare sul serio. Avremo una squadra che sarà rinforzata in itinere, strada facendo. Va bene lo stesso, purché si arrivi ad un risultato dignitoso. Il presidente è stato “beccato” dai tifosi in più di un’occasione perché vuole vendere, anche se smentisce,, e anche lui ha risposto per le rime. Ora basta. Si ritrovino una unitarietà di intenti e un linguaggio unico in modo da capirsi e riuscire, insieme, a ricostruire un grande Pescara, cosa che è nei sogni di tutti.
Parlando di sogni vi faccio una confidenza, ma, per favore, non prendetemi in giro. Sarà per il gran caldo o per le delusioni passate, ma mi sono appisolato e ho sognato che tornavamo ad essere una grande società calcistica, che Soglia andrà avanti con un progetto vero a lunga scadenza, con impegno serio e costante e con alcuni giocatori importanti. Un sogno? Sì, ma realizzabile. E spero che avvenga per la felicità di tutti i tifosi del Pescara.
Gianni Lussoso – www.calciopress.net