Il fatto è che sono ricominciati il campionato di serie A e le Coppe Internazionali, con in testa la Champions League. I media sono concentrati, forse giustamente, su questi importanti eventi sportivi. Su tutto il resto cala una cortina fumogena. L’informazione che riguarda la neonata Lega Pro, già assai complicata, va decisamente a farsi benedire.
I portali che se ne occupano, come il nostro, soffrono in questa fase di un ciclico calo di accessi. Tutto ciò è inevitabile perchè, come dicevano i latini, ubi maior minor cessat. Siamo i primi a sapere che, per risalire nei numeri, i siti che si occupano della Lega Pro di Prima Divisione dovranno aspettare la finestra del calciomercato di gennaio e poi l’approssimarsi dei play off.
Solo allora i tanti (troppi) tifosi per caso che popolano questa categoria minore torneranno, come sempre, a farsi vivi per mero gusto di presenzialismo. E non certo per vero amore verso le maglie. Oggi costoro sono tutti concentrati su ben altre vicende calcistiche e sull’imperdibile gossip che ne è corollario. Ben orchestrato dai media nazionali cartacei, televisivi, radiofonici e del web che nascono come funghi.
Anzi no. Pregasi gettare uno sguardo, anche se è difficile visto l’oscuramento mediatico di cui soffre la terza serie, sull’Hellas Verona e sul Bentegodi (che, con gli scaligeri in campo, conta presenze quasi superiori a quelle della concittadina squadra del Chievo che gioca in serie A). Servirà, forse, a far riflettere su cosa significa essere tifosi veri.
E’ a partire da questo oscuramento mediatico che va letta la decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, presa di concerto con il Cams (Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive). Cioè che il derby in programma domenica 21 settembre tra Legnano e Pro Patria, valido per la quarta giornata del campionato di Prima Divisione del girone A della Lega Pro, presenta alti fattori di rischio.
E’ scattata, dunque, l’adozione di misure cautelative disposte dal Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi in accordo con il Questore. Il decreto prevede la limitazione dell’accesso ai soli possessori di abbonamento annuale, valido e acquistato in data precedente alla data dell’11 settembre. Nessun media nazionale ha sollevato alcun tipo di rflessione in merito a questo provvedimento.
Legnano e Busto Arsizio sono due comuni contigui e contano, rispettivamente, 53mila e 78mila abitanti. Non c’è praticamente soluzione di continuità tra i due centri. Il pubblico che segue le due squadre non risulta (finora) particolarmente numeroso né violento. Il Legnano, nella sola partita giocata in casa con il Padova, ha raccolto circa 2.000 spettatori; la Pro Patria, nel derby interno dell’esordio con il Lecco è arrivata a 1.400 e in quello di domenica scorsa con il Monza a circa 1.500. In questi ultimi due casi non è stato preso alcun provvedimento restrittivo sull’accesso del pubblico.
Queste cifre parlano chiaro, almeno ci pare. Non avremmo certamente assistito, domenica prossima, a un esodo biblico da Busto verso Legnano. Né sappiamo se esistano precedenti di tumulti tra le due tifoserie. Se ciò è comunque accaduto, chiediamo venia. Anche perchè non sembra che siano finiti mai sui giornali o in tv. L’anno scorso la gara, conclusa con la vittoria esterna della Pro Patria per 0-3, sancì una splendida giornata di sport.
Si tratta di una decisione giusta? Ci sia consentito, quanto meno, il beneficio del dubbio. Bisognerebbe, nel calcio come nella vita, non fare mai di tutta l’erba un fascio. E, soprattutto, usare con sapienza il buon senso antico di cui gli umani sembrano aver perso il filo. Anche perché, continuando su questa strada, il tifoso da stadio diventerà una specie in via di estinzione. Ma, forse, è proprio ciò che si vuole.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net