La Cremonese (42) passa a Busto Arsizio e supera un’avversaria complicata come la Pro Patria (29), reduce da una striscia positiva che si prolungava da undici giornate. Decisivo anche in questa occasione bomber Temelin, autore dell’ennesima doppietta che lo porta a quota 14 nella classifica dei marcatori. Per i grigio rossi di Mondonico si tratta della quinta vittoria in trasferta, su un campo difficile e contro una squadra molto motivata. Con questo successo i lombardi del presidente Arvedi passano da soli in testa alla classifica e si preparano, dopo la sosta, a confermare l’ottimo momento di forma nella gara in programma allo Zini con la Ternana.
Dietro non molla la coppia formata dalle due provinciali terribili, vale a dire il Cittadella e il Sassuolo, staccate di una sola lunghezza. Il Cittadella (41) pareggia all’Euganeo con il Padova (34), dopo essere passato per primo in vantaggio con il solito Meggiorini (salito a quota 10 nella classifica marcatori). I granata di Foscarini non perdono un colpo. Questo risultato li tiene in corsa per centrare l’obiettivo promozione, che il presidente Gabrielli intende raggiungere già da questa stagione, e attendono di ripetersi nella prossima difficile trasferta di Novara. I biancoscudati di Ezio Rossi recuperano la gara con un rigore di Rabito e restano, per il rotto della cuffia, in zona play off. Tuttavia, da un complesso di questo spessore tecnico ci sarebbe da aspettarsi ben altro. Dopo la sosta giocheranno ancora in casa con il Foligno, in una partita tutt’altro che facile.
Il Sassuolo (42) si conferma formazione compatta e capace di mettere sotto qualsiasi avversario. Ne fa le spese l’Hellas Verona (15), nettamente superato in un Bentegodi chiuso al pubblico da una squadra che è apparsa assai meglio organizzata sul piano della manovra. I neroverdi di Allegri quest’anno, spalleggiati da uno sponsor di lusso come la Mapei, hanno tutte le carte in regola per tentare il salto di categoria. L’Hellas, ai suoi primi passi della rinnovata gestione Galli-Sarri, sta venendo un po’ meno alle attese. Al pareggio con la Pro Sesto segue una sconfitta interna dolorosa, che condanna gli scaligeri a un’ultima posizione che inizia a pesare parecchio. Ma, forse, non era il Sassuolo la squadra giusta da cui ripartire. Anche in considerazione della rivoluzione dei quadri tecnici. Dopo la sosta, con la Cavese, non sono ammesse dormite. Se si vuole salvare questa stagione.
Il Foligno (34) di Bisoli continua a salire in graduatoria e batte un Legnano (24) per niente remissivo nonostante alcuni problemi societari. Le reti di Coresi e Noviello regalano ai tifosi umbri una vittoria che li porta in piena zona play off. Un risultato davvero sorprendente per questa matricola che sta interpretando ai massimi livelli il gioco che bisogna giocare il terza serie. Non molla il Venezia (34), che aggancia il Padova battendo nettamente un Lecco (19) ridotto in dieci dalla mezz’ora del primo tempo. Per D’Adderio un successo toccasana, che rilancia le ambizioni dei lagunari, Per i lombardi una sconfitta che tiene la squadra in piena area calda. Il Monza (31) torna con un pareggio a reti bianche dal terreno della Paganese (18). Un risultato che tiene in gioco i brianzoli, attesi dopo la sosta da una gara interna sulla carta non troppo difficile con il Lecco. Per i campani la situazione resta complicata, ma questa è una tiritera che si ripete dall’inizio del torneo.
Il Foggia (28) batte di misura la Pro Sesto (21) ma esce tra i fischi di un pubblico deluso dall’incapacità di centrare obiettivi che sembrano alla portata. Stavolta è Colombaretti a salvare capra e cavoli, ma il rapporto tra la piazza e Campilongo appare logoro. E il torneo disputato dai rossoneri è davvero molto opaco finora. Il Novara (27) bissa la sconfitta interna con il Foligno sul terreno della Ternana (20). Molte contestazioni sulle dimensioni autoridotte del Liberati e riserva scritta sul risultato avanzata dai piemontesi al termine della gara. Intanto Discepoli paga con l’esonero e, al suo posto, arriva un duro come Bellotto che cercherà di far quadrare i conti che non tornano in casa azzurra. La Cavese (25), orfana di Ammazzalorso e di bomber Ercolano, viene bloccata in casa sul pari da un coriaceo Manfredonia (19) che era passato per primo in vantaggio con Genchi. Stagione da dimenticare quella dei blufoncè, che non ce la fanno proprio a replicare l’era Campilongo.
Stefano Cordeschi - www.calciopress.net