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Mer, 13 Feb 2008 17:38:00

C1/B - Il Punto della 23a giornata


Non sono mancati i risultati a sorpresa. Nel derby dell’Adriatico, l’Ancona si arrende al Pescara. Il Potenza piega la corazzata Crotone. Pareggi in Salernitana-Lucchese e Taranto–Arezzo. Il Gallipoli non ha problemi col Lanciano. Colpo della Juve Stabia.

Gallipoli a due punti dalla testa


Pubblicato da:


Fabrizio Sansovini

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L’Ancona crolla sotto i colpi del Pescara che si aggiudica l’importante confronto. Gara decisa nei primi dieci minuti di gioco: il neo acquisto Cardinale ed il solito Sansovini mettono al sicuro i tre punti. A nulla vale il gol di Mastronunzio giunto nei minuti finali, che non permette l’aggancio alla compagine biancoazzurra. Se mister Lerda può esultare, Monaco non può certo farlo. Il volere della piazza è chiaro, il tecnico deve essere sostituito. Nelle ultime undici gare o score è mediocre: cinque pareggi, cinque sconfitte e una sola vittoria per la squadra allenata da un mister che può ancora contare sulla fiducia del patron Schiavoni. In casa biancoazzurra invece tutt’altro clima. Grande euforia per la vittoria nel derby. Obbiettivo non dichiarato l’aggancio ai play off, il quale, vuoi o non vuoi, passerà per gran parte dalla sfida interna di domenica col Taranto. Nel frattempo da segnalare la proposta della dirigenza, con il relativo appello all’intera comunità pescarese, di tornare in massa all’Adriatico.

 

Nell’altra partitissima si registra un pareggio. Salernitana e Lucchese si spartiscono la posta in palio con i tifosi campani che escono delusi dall’Arechi. Quella che doveva essere la partita della svolta, del nuovo corso, termina con un pareggio che lascia gli stessi dubbi e le stesse incertezze dell’era Agostinelli. Chi si aspettava il bel gioco, dovrà aspettare almeno un’altra settimana. Inizio non facile quindi per Brini sulla panchina amaranto. La piazza rimane, giustamente, molto esigente. Notevoli sforzi sono stati compiuti in fase di allestimento per garantire un organico di livello superiore alle altre formazioni. Sulla carta ci si è riusciti. A quanto pare, il difficile è riuscire ad amalgamare un gruppo composto da nomi importanti, nomi che con la C hanno avuto ben poco a che fare. La classifica inizia a preoccupare. Sia ben chiaro che il primato è ancora nella mani dei salernitani ma il capitale accumulato nelle giornate precedenti, che ha toccato quota 10 punti sulle seconde, ora vede un allarmante +2 sul Gallipoli. La Lucchese invece esce a testa alta dallo stadio campano con un pareggio che permette di scavalcare l’Ancona, attestandosi sempre più in zona play off. Per un Braglia soddisfatto c’è un Brini che deve stare, fin da ora, ben attento.

 

Pareggio anche tra Taranto e Arezzo. Sfida bella e vibrante. Le due formazioni non si risparmiano e al termine della gara restano a braccetto in cammino verso i play off. Un punto per uno che equivale a dire quota 32 per entrambe. Gli “off” sono distano solo tre punti e c’è da scommettere che, a breve termine, non sarà più l’Ancona a ricoprire l’ultima posizione buona per la lotteria della promozione. Spazio dunque ad Arezzo (50%) Pescara (30%) e Taranto(20%). Al vantaggio iniziale dei padroni di casa, gli ospiti rispondono due volte per poi venir raggiunti a dieci minuti dal termine. Tirando le somme, una gara piacevole. Segnali positivi da entrambe le squadre che sembrano aver superato quei periodi di assoluto grigiore in cui spesso si trovavano attanagliate. Questo pareggio è solo il primo risultato di un duello che continuerà a distanza per raggiungere il traguardo play off.

 

Incomprensibile harakiri crotonese in terra potentina. Risultato a sorpresa tra Potenza e Crotone con i padroni di casa che continuano a macinare buoni risultati, con undici punti nelle ultime quattro gare. Il Potenza versione Arleo due, disputa un match pressoché impeccabile in tutti i reparti. Ci pensano Berretti e il sempreverde Deflorio a regolare la truppa di Indiani. Con questo successo il Potenza molla la zona play out, ma c’è ancora da lavorare prima di poter sbandierare obiettivo salvezza raggiunto. Per quanto riguarda i calabresi invece, questo risultato fa perdere contatto dal Gallipoli che ora li sopravanza di tre lunghezze mentre la Salernitana acquista un altro punto di margine nei confronti dei rossoblu. Per dimenticare la brutta prova di domenica, il Crotone punta tutto sul prossimo turno di campionato quando sarà la Juve Stabia a far visita allo Scida.

 

Anche la pratica Lanciano è archiviata. Il Gallipoli non si ferma e fa suo il match contro gli abruzzesi. Ora i sogni di primato non sono più vani miraggi o deliranti illazioni, bensì una realtà per i 1.200 fedelissimi di media che inseguono il sogno di una piccola città. Un peccato che i numeri sfoderati sul campo non siano all’altezza di quelli sugli spalti. C’è da registrare l’immobilismo di un’intera cittadina, la quale appare ancora restia aprendere posto al Bianco. Il Lanciano dal canto suo ha cercato di racimolare qualcosa da questa trasferta ma, contro questo Gallipoli, ha potuto fare veramente ben poco. In attesa della nuova dirigenza (con ogni probabilità targata Renzetti) Moriero tuona nuovamente le dimissioni, sperando di non dover assistere alla telenovela già vista nei mesi scorsi.

 

Tra alti (pochi) e bassi (tanti) continua il cammino verso la salvezza della Juve Stabia. Stavolta l’epilogo del Menti sorride alle vespe che agguantano tre punti, oramai insperati, al 96’. A farne le spese è la Massese che perde una buona occasione per agganciare definitivamente il treno promozione. Un eventuale successo dei bianconeri li avrebbe proiettati al quinto posto, sopravanzando l’Ancona battuto in casa. Continua quindi la frenetica corsa alla salvezza degli uomini di Capuano che non riescono a trovare continuità, alternandosi in risultati troppo altalenanti per garantire una graduale risalita della graduatoria. Sei i punti che dividono i gialloblu dalla salvezza. Il campionato è ancora lungo ma bisogna trovare, quanto prima, un equilibrio. Nuova puntata nell’intreccio da telenovela sulla Massese: dell’ultima ora la notizia del ri-esonero del tecnico Giannini, che lascia l’amaro in bocca anche ai tifosi che contestano la dirigenza. Probabile successore del tecnico romano sarà Agenore Maurizi fresco dell’esperienza del Torneo di Viareggio.

 

Non si ferma la giostra Perugia che torna a far parlar si sé. Dopo l’ennesimo scivolone casalingo, patron Silvestrini si dimette e al suo posto subentra Enzo Di Marzo. Le rivoluzioni non finiscono qui perché è la linea “shock” quella adottata dalla nuova dirigenza, che richiama dopo pochi giorni dal suo esonero proprio dalla panchina umbra mister Antonello Cuccureddu. Protagonista col suo Perugia di una stagione caratterizzato da un periodo di risultati strepitoso per poi andare, pian piano, a perdere colpi. Il tutto culminato in quelle sconfitte assurde che hanno indotto la società ad optare per l’allontanamento del tecnico sardo. Nell’ultimo turno di campionato, altra sconfitta tra le mura amiche. A far gran festa al Curi è la Pistoiese che, con un secco 0-2, espugna lo stadio umbro e si porta a tre punti dalla zona salvezza.

 

Importante vittoria della Samb che si impone per 2-0 sul Martina. I marchigiani colgono un importante successo che, in virtù del pareggio tra Sangio e Sorrento, porta a stretto contatto i rossoblu proprio contro la matricola sorrentina. Un punto quindi divide la Samb dalla quota salvezza. Il campionato è ancora lungo ma l’impressione è che, una volta per tutte, si sia imboccata la direzione giusta. Per quanto riguarda il Martina, questa sconfitta porta di nuovo e di diritto nella poco ambita zona “retrocessione diretta”. Un discorso a due quello dell’ultima posizione che andrà affrontato con la Sangiovannese fino al termine del campionato.

 

Pareggio a reti inviolate tra Sangiovannese e Sorrento. A vincere sono gli sbadigli. Un risultato che non serve a nessuno. Il Sorrento si avvicina sempre più pericolosamente alla zona play out, mentre la Sangio ha un abbonamento in quel settore della classifica. Solo con un miracolo potrebbe essere abbandonata. E il miracolo si chiama continuità.

 

Fabrizio Sansovini – www.calciopress.net

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