Dopo la
vittoria sulla Massese, ottenuta grazie a una rete di Consonni arrivata al
termine di una prestazione davvero maiuscola dell’ottimo centrocampista, il
Grosseto guida da solo la classifica con due punti di vantaggio sul Pisa.
La squadra biancorossa deve molto
di questo primato al suo mentore, Antonello Cuccureddu. Il volitivo tecnico
sardo, scelto non a caso dal vulcanico ma concreto comandante Camilli per
sostituire il dimissionato Allegri, ha letteralmente trasformato la squadra. E
l’ha proiettata, per il terzo anno consecutivo, in zona play off. Per
accompagnarla, chissà, ancora uno scalino più sopra.
La presenza in panchina di
Cuccureddu si è fatta sentire da subito. Allenatore determinato e grande
conoscitore della categoria, l’ex juventino ricorda sotto molti aspetti il
collega pisano Braglia. Non è certo episodico il fatto che i due siano
attualmente alla guida della prima e della seconda in classifica. Stiamo
parlando di allenatori vincenti in una terza serie che richiede particolari
doti di adattabilità. Quelle che Cuccureddu possiede in quantità
industriale.
E pensare che, al suo arrivo a
Grosseto, alcuni avevano storto il naso. Vecchie ruggini legate ai play off
della scorsa stagione, quando l’allenatore sardo era alla guida della Torres
Sassari ed entrò in attrito con i tifosi biancorossi. Tuttavia Cuccureddu è
stato bravo a ricucire subito lo strappo.
Poi le cose si sono risolte da
sole. Anche perché, nel calcio-business di oggi, ciò che conta sono i
risultati. E i numeri, come ovvio, sono tutti dalla parte di questo tecnico che
ha fame di vittorie dai tempi in cui indossava la maglia della Juventus.
Adesso a Grosseto la gente sogna.
E vede in questo tecnico grintoso l’uomo inviato dal destino per regalare, a
una città un po’ periferica e anche piuttosto freddina rispetto ai destini
della sua squadra di calcio, quella categoria che solo alcuni anni fa appariva
una chimera. Merito certamente del gran lavoro del patron Camilli. Ma questa è
un’altra storia.
La società e la squadra sono da
tempo pronte al grande salto. La città un po’ meno. E non ce ne vogliano i
tifosi storici, quelli che ci sono stati sempre e comunque, se invitiamo ancora
una volta a riflettere sul fatto che il contesto non si è mostrato reattivo
quanto ci si sarebbe atteso rispetto al progetto messo in piedi con certosina
pazienza e grande lungimiranza.
Allo stato attuale l’organico
sembra pronto per il salto di categoria. Un ottimo portiere (Pinna, un
fedelissimo voluto ad ogni costo a Grosseto da Cuccureddu). Una difesa
grintosa, dove spicca Mengoni. Un centrocampo di lusso per la categoria, nel
quale Consonni appare la punta di diamante di una linea con i controfiocchi.
Qualche carenza, semmai, si segnala nel reparto offensivo. Cipolla è un po’
appannato e Zizzari non è un bomber nel senso vero del termine. L’infortunio di
Dal Rio ha complicato le cose. E la panchina corta non aiuta.
Ma Cuccureddu fa spallucce. Sente,
come quando allenava il Crotone nel 2003-04, che questo potrebbe essere l’anno
buono. Da buon sardo non lo va certo a sbandierare ai quattro venti. Ma, in
cuor suo, ne è tenacemente convinto. E muore dalla voglia di passare
all’incasso.
Sergio
Mutolo - www.calciopress.net