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Lun, 04 Giu 2007 18:10:00

Ceravolo, l’asso nella manica del Pisa


Braglia è stato abile a giocarsi la carta Ceravolo nei play off. Era il suo asso nella manica. Ha saputo calarlo in tavola al momento giusto. E il suo indiscutibile intuito, come sempre, non l’ha tradito.

Ceravolo, l'asso nella manica del Pisa (foto: Gabriele Masotti)


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Mauro Isetto, che sostituiva in panchina lo squalificato Braglia, è stato molto chiaro nel dopo gara. Ha indicato in Fabio Ceravolo la pedina decisiva della doppia sfida vinta con i lagunari. E come dargli torto, viste le due reti pesantissime segnate dal giovane attaccante?

 

L’allenatore in seconda dei nerazzurri non si è fermato qui. Ha voluto elogiare pubblicamente Braglia, tenuto lontano dalla sala stampa. E ha precisato, parole testuali di Isetto, che è stato il tecnico grossetano a scoprirlo prima e a prepararlo a puntino poi per i play off. Non è stato dunque un caso se l’attaccante è esploso al momento opportuno.

 

Fabio Giovanni Ceravolo è un calabrese purosangue, nato a Locri (RC) il 5/3/1987. Il giocatore, giunto a gennaio a Pisa in punta di piedi e inserito quasi per caso nell’affare Puggioni, arriva dal vivaio della Reggina. Tuttavia, quando è giunto in maglia nerazzurra, aveva già disputato oltre mezzo campionato con la Pro Vasto. Nella squadra abruzzese, inserita nel girone C della C2 e allenata da Sauro Trillini, Ceravolo aveva disputato 19 partite e segnato una rete. Non male per un ventenne di belle speranze.

 

L’esperienza sui campi caldi del girone meridionale è stata preziosa per lui, come per il suo compagno Nicola Ciotola. Arrivato quest’estate dal Giugliano che militava nella stessa categoria. Ceravolo non ha avuto paura né timori reverenziali a giocare davanti al pubblico dell'Arena.

 

Nonostante il fisico poco possente, 178 centimetri per 72 chilogrammi, il ragazzo di Calabria è entrato subito nel mirino di quella vecchia volpe della categoria che è Braglia. Un tecnico che prende le sue cantonate, come tutti. O ti vede o non ti vede (ne sa qualcosa Zavagno…). Ma, una volta che ti ha inquadrato, si può essere certi che non sbaglia.

 

Se dunque Ceravolo è stato l’asso nella manica del Pisa, grazie alle due reti infilate al Venezia, si può dire che spetta a Braglia il merito di averlo calato al momento giusto. Per i tanti ammiratori e i pochi detrattori del tecnico pisano, il piatto è servito. 

 

Sergio Mutolo - www.calciopress.net

 

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