Il mercato di gennaio ha visto il Manfredonia protagonista proprio nelle ore finali. Quattro arrivi importanti che cambieranno l’assetto e l’atteggiamento tattico della squadra sipontina in questo difficile girone di ritorno, sono stati annunciati nel pomeriggio di giovedì, a poche ore dalla chiusura dei battenti.
Un portiere, Giacomo Bindi, classe 1987, provenienza Sambendettese, dove ha disputato solo due gare, ma di proprietà dell’Inter. Nel breve curriculum del giovane estremo difensore, un campionato da titolare a Varese in serie C2, l’anno scorso, e convocazione in nazionale under 20 di Casiraghi sempre nella stagione 2006/07.
Al centrocampo sono arrivati Massimiliano Pisciotta, classe 1974, ex Andria, palermitano, come mister Pensabene che lo richiesto, e col quale si sono già incrociati in carriera. Con le 83 presenze in serie B e le 172 in C1 sarà Indispensabile “chioccia“ in mezzo al campo e fondamentale riferimento per i giovanissimi che compongono la rosa sipontina.
Dal Venezia di mister D’Adderio sono giunti Alberto Filippini e Davide Mandorlini. Il primo, classe 1987, è capace di muoversi come attaccante su entrambe le fasce ed anche in mezzo. Di proprietà dell’Atalanta con cui conta una presenza in serie B. Davide Mandorlini è certamente il più atteso, diefensore centrale, classe 1983, giovane con un notevole esperienza alla spalle con Verone e Perugia.
Al mister siciliano abbiamo chiesto una valutazione sulle operazioni di mercato: ”Sono molto soddisfatto. Nonostante sia molto difficile operare in questa breve riapertura invernale, abbiamo preso uomini importanti che non stravolgeranno quello che abbiamo ma certamente saranno utili per uscire dalla difficile situazione di classifica. Sarà, però, sempre il campo a decretare i verdetti finali, sul rettangolo verde sapremo se abbiamo fatto bene o male”.
Pisciotta, unico anziano arrivato in riva al golfo? ”Sì, unica eccezione, il ragazzo lo conosco bene e sono certo che a centro del campo sarà importante come lo sono Burrai e Pirrone che hanno comunque bisogno di ricambi all’altezza adesso che i giochi si faranno duri, contro avversarie più agguerrite”.
L’arrivo di Mandorlini da più sicurezza dietro, chi giocherà fra lui Pagliarulo e Bergamelli? ”Intanto e importante averli tutti, compresi gli stessi Bortel e Gaspari, poi si vedrà, il campionato è lungo e difficile. Una rosa più nutrita mi dà la possibiltà di fare scelte tattiche diverse e, in circostanze specifiche, più efficaci”.
Non è arrivato l’attaccante, che in tanti invocavano, anzi sono partiti Cossu, Musacco e Paris, tutti con spiccate attitudini offensive, viene penalizzata la fase offensiva a favore della sua maggiore concretezza, e attenzione difensiva? ”No, non direi. Cossu avrei voluto vederlo di più. Ha chiesto di andare via perché ha ritenuto di avere poco spazio in prospettiva futura. In avanti oltre ad avere Genchi, Sau, Rana e Giglio nei quali credo molto, posso impiegare sia Fillippini che Arigò che fanno bene la fase offensiva”.
A Legnano non avremo i nuovi arrivati e neache quelli che sono anadati via, crede alla storia dei lombardi indeboliti da qualche cessione importante: ”Avremo gli uomini contati sicuramente, però a Cava stavamo messi peggio ed è andata bene. Quanto al Legnano credo che sia una squadra da temere, nonostante qualche cessione rilevante, nelle ultime partite ha battuto il Padova e ha perso con un po’ di sfortuna a Foligno. Chi finora ha giocato poco ha voglia di mettersi in evidenza, specialmente in casa. Sarà una gara dura per noi molto importante che ci giocheremo al massimo delle nostre attuali possibilità”.
Antonio Baldassarre - www.calciopress.net