Termina con un esonero l’avventura patavina di Ezio Rossi. Per lui è il terzo nelle ultime quattro stagioni, dopo quelli di Torino (serie B) nel 2005 e, a ruota, di Treviso (serie B) nel 2006. Solo nel 2007 il tecnico ha concluso regolarmente la stagione, ancora sulla panchina del Treviso in B (terminando in 12ma posizione).
Al posto di Rossi è stato scelto Carlo Sabatini, da anni alla guida della Berretti biancoscudata. A lui l’arduo incarico di condurre il Padova almeno ai playoff.
La notizia dell’esonero non è stata certo un fulmine a ciel sereno e si è concretizzata nella serata di lunedì. Fatale, per Ezio Rossi, la sconfitta maturata nel derby con il Venezia. Vale a dire contro una squadra diretta concorrente per la promozione in cadetteria e che stava navigando in cattive acque. Tanto da procedere all'ennesimo cambio in panchina, il terzo della stagione, con Michele Serena al posto di D’Adderio.
A sette giornate dalla fine di un campionato dal quale il Padova si attendeva ben altri risultati, Rossi paga innanzitutto il pessimo andamento del girone di ritorno. Nel quale i biancoscudati hanno vinto tre partite (Monza, Novara e Paganese) su dieci, collezionando tredici punti. Un flop che ha portato il Padova, per il momento, fuori dalla zona playoff.
Rossi è accusato inoltre di non essere riuscito a dare un’identità al gruppo, di aver apportato continui cambi la alla formazione e anche al modulo tattico. Con risultati pessimi sotto il profilo dell’affiatamento di un complesso di giocatori comunque difficile da gestire.
Dulcis in fundo, e corollario del secondo punto dei capi d’accusa, lo spogliatoio non è apparso mai unito come avrebbe dovuto essere per centrare gli obiettivi ambiziosi fissati a inizio campionato dal presidente Cestaro. Il che appare piuttosto strano per un tecnico abituato a categorie superiori e, quindi, a spogliatoi infarciti da giocatori con nomi più o meno altisonanti. Come quelli che formano la rosa del Padova.
Da quanto sembra evincersi dalle cronache patavine, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e determinante ai fini dell’esonero di Ezio Rossi, sarebbe il dissidio tutto granata con Roberto Muzzi.
Il forte attaccante romano, ex giocatore del Toro come il suo allenatore (per lui 10 reti nelle ultime due stagioni giocate con la maglia del Torino), non ha affatto gradito l’esclusione dal derby con il Venezia. Rossi lo avrebbe, di fatto, messo fuori rosa. A questo punto, il presidente Cestaro ha preso le sue decisioni.
Stefano Mutolo - www.calciopress.net