Il Padova, dopo l’esonero di Ezio Rossi seguito alla sconfitta nel derby con il Venezia al Penzo, ha ripreso a volare. La chiave di volta è stata la decisione del presidente Cestaro di insediare sulla panchina dei biancoscudati il prode Carlo Sabatini, paracadutato in prima squadra direttamente dalla Berretti.
I risultati ottenuti da questo giovane e volitivo tecnico hanno messo a nudo l’oggettivo flop di Ezio Rossi. In quattro giornate sono 13 i punti conquistati da Sabatini. Frutto di 3 vittorie (Sassuolo e Pro Patria in casa, Hellas Verona in trasferta) e di un pareggio (ottenuto allo Zaccheria con il Foggia-monstre reduce da un filotto di sette vittorie interne consecutive). Risultati pesanti, ottenuti contro formazioni impegnate nella lotta per la promozione o la retrocessione. Quindi scese in campo per ottenere il massimo.
Fondamentale, per l’ascesa del Padova, l’apporto di Massimiliano Varricchio. L’esperto attaccante, classe 1976, è arrivato a quota 13 (in 24 partite) nella classifica dei marcatori. Uno score che eguaglia il record personale ottenuto quando giocava con la maglia dello Spezia in C1 nel campionato 2005-06, quello che segnò per i bianconeri la promozione in serie B. Suo anche il gol del prezioso pareggio ottenuto domenica a Foggia.
A tre giornate dalla fine, il Padova è quarto in classifica con 51 punti. Sfumato il sogno della promozione diretta (una partita a tre che vede in campo Sassuolo, Cremonese e Cittadella), il presidente Cestaro spera fortemente che i suoi ragazzi sappiano regalargli la serie B passando per i play off.
Non sarà impresa facile. La concorrenza è numerosa. Visto che sono tre le squadre che lo sopravanzano in graduatoria e che, in termini numerici, due di esse sono già da considerarsi inserite nella griglia promozione, restano solo due posti. Il Padova se la dovrà vedere con il Foligno di Bisoli (di nuovo in grande ascesa dopo la vittoria esterna al Ricci di Sassuolo) e con il Foggia di Galderisi (un club che vuole la B tanto quanto i biancoscudati).
Se è vero che Padova e Foggia potrebbero (dovrebbero) farcela a rientrare nei playoff, è altrettanto vero che dopo bisognerà vincere gli spareggi per conquistarsi la cadetteria. Saranno in totale sette gare ad alta tensione emotiva - tre di campionato, più le eventuali quattro per chi arriverà alla finalissima - in cui conteranno i nervi saldi dei giocatori. E, soprattutto, la loro esperienza nel gestire situazioni critiche come queste.
Ecco perché il Padova confida molto su un attaccante esperto come Roberto Muzzi, romano classe 1971 ex cuore Toro. Reduce dalla bella esperienza con la maglia granata (57 partite e 10 reti in due campionati), che lo ha visto prima conquistare con il Torino la serie A e poi conservarla nella scorsa stagione, il giocatore è stato poco utilizzato quest’anno (20 partite e 3 reti).
Su di lui contava molto il presidente Cestaro. Sperava che il connubio ex cuore Toro Rossi-Muzzi funzionasse assai meglio di come è andata. Molte le incomprensioni, sciolte dall’esonero del tecnico. Adesso il popolare bomber è pronto a dare una mano. Quando il gioco si fa duro, su uno come lui si può senz’altro fare affidamento. E’ quanto spera mister Sabatini, per regalare a se stesso e ai tifosi biancoscudati il sogno da troppo tempo atteso.
Stefano Mutolo - www.calciopress.net