Allo Zini il giovane Hellas di Remondina cerca conferme contro la Cremonese, una delle corazzate del girone. Gli scaligeri sono reduci da una striscia positiva che li ha portati in classifica a quota sette, subito alle spalle della sorprendente Pro Patria di questo avvio di campionato.
Dopo il pareggio a reti bianche di Lumezzane, i gialloblu hanno infilato una salutare doppia vittoria consecutiva al Bentegodi. Prima hanno rimontato la combattiva Spal nel posticipo e poi si sono messi in tasca un successo speculativo sulla piccola Sambenedettese di questa stagione. Se si pensa al disastroso avvio di campionato dell’anno scorso, i conti tornano. Eccome se tornano.
Dopo le prestazioni dimesse e incolori della stagione trascorsa, si vede scendere finalmente in campo un gruppo di giocatori che ci mette cuore e polmoni. Vale a dire gli attributi che servono per non rimanere impantanati per anni in una categoria che l’Hellas sicuramente non merita, per la sua storia e per l’impagabile entusiasmo dei suoi sostenitori.
I tifosi gialloblu hanno cominciato a prendere dimestichezza con un gruppo di giocatori totalmente rinnovato. I nomi non saranno altisonanti, ma in campo tutti si sono fatti finora rispettare sotto la guida di un condottiero come Bellavista che ha traslocato a Verona l’animus pugnandi della sua lunga stagione a Bari.
Si tratta adesso di capire come reagirà l’Hellas, dopo aver affrontato tre avversari piuttosto abbordabili (due al Bentegodi, davanti a un pubblico da serie A), di fronte a un avversario di grosso calibro come la Cremonese attuale. Una squadra costruita dal presidente Arvedi (semplice omologo di quello un po’ bistrattato del versante veneto) per vincere il torneo senza se e senza ma e per riprendersi la serie B persa nel maledetto spareggio con il Cittadella. Una gara che ha lasciato una lunga scia di veleni, non ancora del tutto metabolizzati dai tifosi grigiorossi.
Un fatto è certo. La Cremonese ha tutte le carte in regola per farcela. Una società solida come poche, e non solo per questa categoria. Una rosa decisamente da serie superiore. Un allenatore competente e motivato come Iaconi. Insomma gli ingredienti per fare bene ci sono tutti, anche se per ora il potenziale non si è espresso appieno.
I grigiorossi hanno quattro punti in classifica e sono imbattuti, ma devono recuperare la gara di Ferrara con la Spal sospesa per un infortunio all’arbitro (nemmeno si stesse giocando in eccellenza!). In buona sostanza, i lombardi non sono ancora entrati nell’atmosfera del campionato.
L’Hellas, viceversa, dentro a questo torneo c’è tutto. Il gruppo è motivato e cattivo al punto giusto, come deve essere in una terza serie che non lascia spazio a mollezze agonistiche. E questa, oltre alla voglia di far bene dei tanti giovani giocatori gialloblu, potrebbe essere l’arma vincente di Remondina per tornare dallo Zini con punti pesanti per la classifica e per il morale.
Senza contare che, come sempre, ci sarà un folto stuolo di sostenitori scaligeri al seguito della squadra. Si parla di mille, ma forse di duemila tifosi al seguito. E il sostegno incalzante del popolo gialloblu, alla fine, potrebbe fare la differenza anche in campo.
Se il Verona è atteso a Cremona da una prova del fuoco sulle sue effettive potenzialità, i suoi tifosi non devono dimostrare niente. I numeri espressi dai sostenitori dell’Hellas sono importanti in questi tempi opachi. Segnati da un calcio pantofolaio, da stadi chiusi e comunque spesso vuoti, da tifosi depressi e poco partecipativi. I sostenitori del Verona dimostrano, se occorre, che questo magnifico sport ha ancora molte frecce al proprio arco. Si tratta solo di saperle scoccare.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net