Lontani ormai quasi dieci anni dagli ultimi derby ‘classici’ con Parma e Modena, a Reggio la sfida con la Spal assume sempre una certa importanza.
Aldilà della relativa vicinanza geografica sono altri i fattori che rendono la partita di domani particolarmente sentita, a partire dal gemellaggio tra le due tifoserie spezzatosi tempo fa e tramutatosi in sentita rivalità; Reggiana e Spal hanno anche vissuto un cammino quasi parallelo nelle ultime, travagliate stagioni: il fallimento nel 2005, i campionati di C2 tra luci ed ombre e il ritorno estivo in Prima Divisione dopo parecchie sofferenze.
Reggiana-Spal non è, quindi, una partita come le altre e in ballo non vi sono solamente i tre (o sei, contando la doppia sfida) punti in classifica, ma anche il desiderio ardente di battere i rivali, sul campo e sugli spalti.
A tal proposito si inserisce l’amara constatazione del momento non felicissimo che sta vivendo la Reggio calcistica sul piano delle presenze allo stadio: con il Venezia i paganti furono appena 500 e il ‘Giglio’ presentava vuoti desolanti. I principali imputati furono le nuove misure di sicurezza (biglietti nominali e tornelli, che facevano il loro esordio a Reggio, su tutte) ed un certo ‘terrorismo psicologico’ esercitato dai media locali alla vigilia del match, quando si preannunciavano file chilometriche alle biglietterie e si esortava a recarsi allo stadio con ore di anticipo. Se a questo si aggiungono i prezzi dei biglietti non propriamente popolari e il fatto che le partite interne della Reggiana, da qualche anno, sono trasmesse in chiaro sul canale digitale terrestre di una emittente locale, si può ben comprendere il perché di un tale allontanamento dal calcio ‘dal vivo’.
Per la gara di domani sarebbe lecito attendersi tutt’altra cornice, anche per ben figurare di fronte al probabile massiccio esodo di tifosi estensi; in realtà, però, la prevendita sta mostrando numeri ben lontani da quanto ci si potesse attendere: a ieri erano stati staccati soltanto 300 tagliandi.
Reggio non è che la punta dell’iceberg di un malessere diffuso pressoché in tutta Italia, ma è indubbio che nella città del Tricolore tale problematica vada affrontata con attenzione. Numerose sono state le critiche piovute alla dirigenza in merito al costo dei biglietti, alla campagna abbonamenti chiusa decisamente in anticipo rispetto ad altre piazze e alla scarsa attenzione per le promozioni rivolte a studenti o famiglie. Anche se qualcosa pare essersi mosso negli ultimi giorni, il solo prezzo simbolico per gli under 16 non ci sembra ancora una misura sufficiente per riavvicinare i reggiani alla Reggiana.
In attesa che una dirigenza competente e oculata nella gestione tecnica - come è effettivamente quella granata - riesca ad elaborare una strategia di marketing più consona alla delicata situazione che si sta vivendo, non resta che augurarsi di vedere domani un ‘Giglio’ ugualmente colorato e stracolmo, come si converrebbe alle grandi occasioni.
Federico Guidetti - www.calciopress.net