(CALCIOPRESS) Hellas Verona - Cominciamo con il dare un po’ di numeri. Ogni tanto conviene, per capire come vanno davvero le cose per una squadra di calcio. Specie se si tratta del Verona, club di grande blasone che conta sul sostegno di un pubblico straordinario sia al Bentegodi che in trasferta. Anche perchè è già trascorso oltre un terzo del campionato, nella Prima Divisione di Lega Pro, e gli scenari si stanno delineando.
Finora l’Hellas ha messo insieme 16 punti (3 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte). In classifica si trova a 8 punti dalle due capolista (Pro Patria e Spal) e a 4 dalla quinta (la Reggiana). Se si guarda la graduatoria dal fondo, cosa che non guasta mai conoscendo le sorprese della terza serie, l’ultima (Portogruaro) è staccata di 6 punti ma le due quint’ultime (Ravenna e Pro Sesto) incalzano a due lunghezze.
In quanto alle reti, i gialloblu sono in perfetta parità. Ne hanno segnate e incassate 11. Qualcuno si è dilungato a magnificare le doti della difesa, anche se ci sono squadre che hanno fatto meglio (Spal e Lumezzane, con 9) e un’altra che sta alla pari (Sambenedettese). L’attacco invece è davvero sterile, se si pensa che ha segnato solo due reti in più di quello messo peggio nel girone (Portogruaro).
Dopo un bell’inizio (7 punti in 3 partite), la squadra si è improvvisamente persa (un punto in 4 gare). Da un mese e mezzo appare in leggera ripresa. La striscia positiva si è allungata a 6 partite (5 pareggi, di cui quattro 0-0, e 1 vittoria) per un totale di 9 punti. In questo frangente, la lunga serie di partite nulle ha segnalato due soli sussulti: il bel pareggio in rimonta al Breda con la Pro Sesto (2-2) e la squillante vittoria al Bentegodi con il Novara (3-1).
Cosa si deduce da questa sfilza di numeri messi in fila, per la verità non del tutto a caso? Che il Verona, in buona sostanza, galleggia a metà classifica e si trova più vicino alla coda che alla testa. E’ una squadra difensivista, che incassa poco ma segna anche poco. Tanti risultati a reti bianche, che farebbero la gioia di Frossi ma alla fine annoiano la gente.
Un Verona che non assomiglia allo spavaldo Sassuolo di Remondina, un complesso che le partite le giocava tutte per vincere e pareggiava raramente. Insomma un complesso opaco, che sta giocando un torneo nel suo complesso mediocre.
Difficile dire se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto, per i grandi tifosi dell’Hellas. Anzi no. E’, sicuramente, mezzo vuoto per un pubblico che ama le emozioni forti ma che sostiene sempre e comunque le maglie gialloblu. Anche se vorrebbe vederle inserite in un progetto vincente, quale ora non sembra delinearsi.
In tempi di grande rischio, sotto il profilo economico, va dato tuttavia atto alla stagionata coppia Arvedi-Previdi di avere realizzato un controllo gestionale (il monte stipendi è stato ridotto in modo drastico) che assicura quanto meno un futuro alla società. E se la deriva tutto intorno è palpabile, ripartire da un approdo sicuro potrebbe già essere qualcosa.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net