La situazione in casa Lucchese si fa ogni giorno più difficile. E' una constatazione fondata su dati oggettivi. La prolungata assenza di Fouzi Hadj e il fragoroso silenzio sulle sue effettive intenzioni, stanno complicando maledettamente le cose. La società perde via via pezzi fondamentali. Il segretario storico del club rossonero, Antonio Magli, ha ufficializzato le proprie dimissioni aprendo un buco nero non indifferente in un momento assai complesso dal punto di vista delle incombenze burocratiche. L’allenatore Piero Braglia è di fatto sul piede di partenza. Troppe, e troppo importanti, le società (Arezzo, Padova e Perugia) che lo stanno braccando perché il sanguigno tecnico grossetano decida di restarsene ancora con le mani in mano in attesa di sapere cosa farà l’amletico presidente.
Il club rossonero è ormai in mano a Silvio Giusti. Solamente grazie alla sua mediazione i giocatori (imbufaliti con il presidente e già partiti per le rispettive residenze) hanno deciso di aspettare la data del 30 maggio per mettere in mora la società. Devono incassare gli stipendi da gennaio ad aprile e, in carenza di un pronto pagamento, non firmeranno le liberatorie. Un atto essenziale per l'iscrizione al prossimo campionato. Sembra inoltre che tre calciatori rossoneri, due tesserati nella stagione appena conclusa e uno nel campionato precedente, abbiano aperto un contenzioso ufficiale nei confronti del loro presidente. Sempre entro il 30 maggio andavano comunicati, secondo la nuova normativa federale, tutti i pagamenti fiscali dovuti all’Agenzia delle Entrate. Qualcuno avrà provveduto a farlo?
In questo bailamme il presidente Fouzi ha fatto sapere che sarà a Lucca domani, 28 maggio, per appianare tutte le questioni in sospeso. Che cominciano a diventare davvero tante (troppe?), in rapporto al poco tempo e al molto danaro che serve per appianarle. La tifoseria assiste incredula a questa specie di drammatica fiction. Tre anni fa, in occasione del centenario della fondazione della Lucchese, Fouzi aveva prospettato la serie A in tre anni. Oggi la stessa iscrizione al prossimo campionato di serie C1 è fortemente in bilico. Alcuni sostenitori, la minoranza, sono ancora fiduciosi e confidano che in settimana Hadj tapperà tutti i buchi. Altri, la maggioranza, si mostrano viceversa assai scettici. E' in corso una raccolta di firme per sollecitare l'intervento delle istituzioni, prima che sia troppo tardi. E, in particolare, quello del sindaco Favilla.
Spuntano le prime cordate interessate a rilevare la società, come sempre avviene in casi consimili. I nomi, lasciatecelo dire, sono di quelli che lasciano davvero assai perplessi. Si è parlato di Ernesto Pellegrini (ex presidente dell’Inter), che spunta sempre fuori in casi complicati come questo. Poi di Lancini e della PetraItalia (già interessati all’acquisto dell’Hellas Verona), sui quali basterà fare qualche ricerca nel web (anche su Calciopress) per capirne la reale consistenza. Infine si parla, molto genericamente, di imprenditori umbri. Insomma, tanto fumo e poco arrosto. Anche perché, quando un club è alla canna del gas come lo è la Lucchese oggi 27 maggio, nessuno è disposto a mettere le mani in tasca per qualcosa che si potrebbe prendere dopo poco senza immettere troppa liquidità. E’ sempre stato così, nel mondo del calcio.
Il fatto è che il fragoroso silenzio di Fouzi Hadj sta spiazzando tutto il contesto. Dura da troppo, mentre il tempo scorre inesorabile e le scadenze sono ormai dietro l’angolo. Si presta a troppe (dietrologiche?) interpretazioni perché possa essere accettato senza pensare che la situazione stia per avviarsi verso una soluzione finale esiziale per il futuro della Lucchese. Questa settimana chiarirà tutto ciò che deve essere chiarito. Si auspica che, nel caso in cui il presidente Fouzi non ottemperasse a quanto ha promesso, resti il tempo per riuscire a salvare il salvabile.
Sergio Mutolo – www.calciopress.net