L'Arezzo è partito con il piede giusto. Elaborata l’amarezza di una retrocessione dalla serie B che può rivelarsi un tranello (vedi alla voce Hellas Verona) e la perdita dei playoff a favore del Perugia (ammesso agli spareggi promozione per la differenza di una sola rete, proprio come il Cittadella due anni fa a vantaggio di Monza e Venezia) il club amaranto si è attrezzato per tempo.
L’ingaggio di un tecnico esperto della categoria come Marco Cari, che ha sfiorato la B sulla panchina del Taranto, va infatti in una direzione programmatica largamente condivisibile. Come pure quello di un direttore sportivo, Andrea Iaconi, che nella nuova Prima Divisione sa muoversi con grande maestria. Due arrivi che, in prospettiva di quella risalita nella cadetteria che rientra negli obiettivi della società toscana, hanno un significato ben preciso.
A rompere le uova nel paniere ai tifosi amaranto è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la decapitazione dei vertici societari. L’arresto del presidente Piero Mancini e dell’amministratore delegato Giovanni Cappietti, correlato a vicende del tutto estranee alla gestione del club (si tratterebbe di una truffa legata alla società di comunicazione FlyNet) pone oggettivamente alcuni problemi.
Non corre alcun rischio l’iscrizione del club alla nuova Lega Pro voluta dal presidente Macalli. Le procedure burocratiche erano, di fatto, ormai in dirittura d’arrivo. E dunque non saranno bloccate dal provvedimento giudiziario. Lo chiarisce, se ce ne fosse bisogno, il comunicato stampa apparso ieri sul sito ufficiale dell’Arezzo, nel quale si precisa che “il Consiglio di Amministrazione della società è dotato dei necessari poteri per l’espletamento dei propri compiti, con particolare riferimento all’iscrizione al campionato di calcio 2008/2009. E che, pertanto, la relativa iscrizione non è pertanto in discussione essendo la società in grado di soddisfare tutte le necessarie prescrizioni".
Il fatto è che sta per entrare nel vivo il calciomercato e che la società amaranto ha una serie di questioni delicate da risolvere. Soprattutto ora che il contingentamento delle rose pone tutti i club iscritti di fronte a scelte che saranno decisive in prospettiva. Dalla prossima stagione, infatti, le squadre che partecipano alla Prima Divisione (ex serie C1) dovranno disporre di una rosa che comprende 18 elementi senza limiti di età, oltre a un numero illimitato di under 21 (vale a dire giocatori nati dopo il primo gennaio 1987).
Le società dovranno sfoltire organici spesso pletorici e mettersi all’affannosa ricerca di giovani di spessore, merce davvero scarsa in Italia dopo che i vivai sono stati stupidamente affossati. I prezzi dei cartellini degli under 21 di pregio saliranno alle stelle. Per non essere taglieggiati dalle società di categoria superiore bisognerà attrezzarsi, da subito, a crescerli in casa propria potenziando i settori giovanili. Allo stato, se non si troveranno giovani all’altezza (e la concorrenza da battere sarà durissima…) il rischio è quello di affrontare il campionato con soltanto 18 elementi validi. Un numero largamente insufficiente per affrontare un torneo duro come la Prima Divisione, specie se si coltivano determinate ambizioni.
Il diesse Iaconi ha fatto una sintesi spietata della situazione: "Prima che scoppiasse il pandemonio giudiziario, avevamo concordato con il presidente di sfoltire l'organico. Abbiamo tanti giocatori, troppi, dovremo dare via quelli che non ci servono e poi cominciare a fare acquisti".
Sono ventidue i calciatori sopra i 21 anni a libro paga nell’Arezzo. Come si legge sul sito amarantomagazine.it si tratta di: Marconato, Sollitto, Cazzola, Conte, Ranocchia, Grillo, Lopez, Terra, Beati, Bondi, Bricca, Cavagna, Roselli, Miglietta, Togni, Croce, Lauria, Vigna, Martinetti, Myrtaj, Chianese, Falomi. Bisognerà muoversi con grande sagacia, per non commettere errori. Il calciomercato in Lega Pro (la ex serie C) quest'anno non sarà per niente agevole da pilotare. Riuscirci senza un presidente pienamente operativo (gli inquirenti hanno disposto il sequestro dei beni mobili e immobili degli indagati), potrebbe diventare una questione di non facile soluzione. L’augurio per Mancini, e per i tifosi dell’Arezzo, è che tutto si risolva quanto prima.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net