I più maliziosi, o forse i più realisti, avevano capito che anche oggi si sarebbe vissuta l’ennesima giornata di agonia. E puntualmente la sensazione non è stata tradita. Niente soldi e niente salvezza in extremis. La Lucchese sembra quindi essere destinata a lasciare il calcio professionistico, tra lo sguardo attonito dei (pochi) tifosi che anche oggi hanno sperato di vedere mantenuta una promessa. Alcuni hanno assistito all’ingresso di Massimo Kutufà presso la Cassa di Risparmio di Lucca, altri hanno atteso alcune ore sotto la sede della società. Tra gli uni e gli altri si è dato vita ad un tam tam telefonico, nella speranza di ricevere un segnale positivo. Mai giunto.
Anche le pagine internet dedicate ai colori rossoneri hanno fatto registrare un tourbillon di notizie, più o meno fondate, che hanno portato il popolo rossonero a vivere stati d’animo differenti nel giro di pochi minuti. Ma, alla conferma del mancato arrivo di liquidi, il coro è stato unanime. Tutti contro Fouzi Hadj, identificato quale unico autore di questo disastro. Questa in sintesi la mattinata di addetti ai lavori e tifosi, alla ricerca di uno sguardo o di una parola di conforto.
Nel mezzo le dichiarazioni di Massimo Kutufà: “Al momento, il tanto atteso bonifico non è giunto a destinazione. Spero di non essere stato preso in giro anche io. Non lo penso, altrimenti non sarei quì”. Poi il susseguirsi di alcuni giocatori. Il primo è il portiere Gazzoli, presentatosi in sede spontaneamente e non a risposta di qualche chiamata da parte della società. Dopo di lui altri, tra cui Masini. Tutti escono con volti scuri, che spiegano più di qualsiasi parola.
Ma non solo dirigenti e atleti, in questa pazza quanto surreale mattinata. Anche una delle segretarie della società rossonera grida tutta la sua rabbia nei confronti di un presidente che ha abbandonato la barca da tempo, lasciando insoluti i pagamenti degli stipendi di dipendenti prima e di madri di famiglia poi. "Da molti anni lavoro per la Lucchese - ci dice la segretaria - e mai mi ero trovata in una situazione simile. Non riscuoto lo stipendio da mesi, e ho dei figli da mantenere. Ora mi vedrò costretta a trovare un'altra occupazione, come se al giorno d’oggi sia operazione di poco conto".
Insomma, una situazione di non ritorno, a cui bisognerà porre fine in fretta, non fosse altro perché ci sono persone che stanno soffrendo di questo momento, e non vedono l’ora che tutto finisca. Ufficialmente i tempi per salvare la Lucchese scadono domani alle ore 19:00. Ufficiosamente la Lucchese resta attaccata ad una macchina artificiale, nell’attesa che qualcuno stacchi la spina.
Stefano Cordeschi – www.calciopress.net