Alla fine l'incontro c'è stato. Nonostante la smentita fornita durante la diretta serale di ieri su Taranto Channel, il Presidente della Taranto Sport ha scelto di dar vita al tanto annunciato faccia a faccia coi tifosi rossoblu che si è tenuto nell'androne antistante la tribuna dello Stadio Erasmo Iacovone.
Blasi, Galigani ed i collaboratori più stretti della Taranto Sport sistemati sulle scale di un accesso interrotto al settore inferiore della tribuna; i tifosi, quantificabili in circa duecento unità, di fronte a loro, a pochissimi passi, separati da un esile cordone di bodyguards. Non c’era forza pubblica sul luogo dell’incontro, avvenuto in un clima di acuta tensione ma di sostanziale civiltà.
Così come annunciato nelle ultime ore sui guestbook dei vari gruppi e club di tifosi, c’è stata una dura e severa contestazione ai danni di una dirigenza che i più avvertono ormai come distante, disinteressata, abulica, indisponente, anche nei confronti della squadra.
E se c’è un dato subito da registrare, che pare confermare la collocazione della squadra su un piano disgiunto e lontano da quello su cui agisce la dirigenza, è che i due protagonisti della crisi si sono presentati, di fronte ai tifosi, in due momenti diversi. Dirigenti prima, squadra poi. Ma non c’è stato bisogno di attendere lo svolgimento cronologico dei fatti per annotare la pesante frattura esistente tra società e calciatori. Lo stesso Blasi, infatti, ha esordito affermando: “Nel post partita di domenica, la squadra ha adottato un comportamento grave nei miei confronti. Per questo, con loro, non parlo più” – ed ha aggiunto – “se qualcuno ha qualcosa da rivendicare, sa dove trovarmi”. Non è stata, questa, l’unica stoccata inferta dal patron di Manduria nei confronti della squadra. Ai tifosi che gli domandavano chiarezza circa i presunti stipendi non corrisposti, Blasi ha replicato: “E’ solo un modo di giustificare le pessime prestazioni”. Parole dure, pesanti, che danno l’impressione fisica della rottura, che mostrano la crepa nella sua totalità. “Volete che vado via da Taranto? E io me ne vado!” – ha detto Blasi a seguito di un coro dei tifosi presenti, aggiungendo, con un certo disappunto, che “serie B, per Taranto, non ce n’è…”.
La contestazione è sferzante, i tifosi cominciano ad urlare alla squadra di uscire allo scoperto e gridare, unita a loro, il disagio verso Blasi. Il Presidente del Taranto, visibilmente pallido e teso, ha poi avvertito un malore e, dopo aver chiesto ai suoi uomini di fargli spazio tra la calca, ha guadagnato l’accesso a un settore riparato per ricevere i primi soccorsi del caso. Non solo urla hanno raggiunto Blasi & co. Anche qualche sputo, per la verità, è stato indirizzato ai dirigenti della Taranto Sport.
Qualche istante dopo l’uscita di scena del Presidente, ecco giungere la squadra, incompleta soltanto dell’infortunato Paolucci. A prendere la parola, il capitano Ivano Pastore, supportato dagli altri compagni. Il gruppo, compatto, ha rivendicato la propria correttezza e professionalità, affermando di non avere alcuna intenzione di disertare la gara di domenica e di volere onorare – sino a quando la “rescissione contrattuale” non interverrà nel rapporto tra alcuni di loro e la società – la maglia, la squadra, la città ed il rapporto con i tifosi.
“Guardateci in faccia”, ha detto il Capitano. “Come potete pensare che non vogliamo provare a vincere? Le sconfitte sono arrivate sul campo, è vero. E non abbiamo intenzione di giustificarci ricorrendo ad altri fattori. Ma voi davvero pensate che non siamo in grado di centrare l’obiettivo della salvezza?”. Queste parole, tra i tifosi, sono una boccata d’ossigeno. Ma non mancano nemmeno momenti di tensione tra tifosi e squadra. Qualcuno, infatti, pungola Shala e Migliaccio. Qualcuno si rivolge a Barasso. C’è chi contesta, ad esempio, il mancato saluto degli atleti ai tifosi presenti nel turno di Coppa Italia a Gallipoli. Ma la squadra è ancora compatta, nonostante appaia chiaro che un gruppo di calciatori sia più battagliero degli altri, più deciso ad alzare la voce e, forse, a chiudere prematuramente la storia d’amore con i colori rossoblu. “Molti di noi – proseguono i calciatori – hanno rinunciato ad una consistente parte dell’ingaggio per restare a Taranto. Lo abbiamo fatto perché credevamo in un progetto serio. Ma è anche vero che i problemi, quest’anno, sono tali e tanti che è difficile andare avanti. Non mettiamo in dubbio il nostro impegno nei prossimi giorni, ma molti di noi sono decisi ad andar via”. Domenica c’è la gara di Pistoia: “Proviamo a vincere in campionato, ma voi non lasciateci da soli”. Con queste parole si chiude il dialogo tra la squadra e i tifosi che, senza pensare, rispondono a gran voce col proprio grido d’amore: “Con noi non sarete mai soli”.
Paolo Inno www.febbrea90.com per www.calciopress.net