Le “due anime” si bilanciano ma non si scontrano perché, a unirle, c’è la comune passione per il Delfino. In queste ore, poi, sta prendendo piede l’idea di organizzare una sottoscrizione tra i tifosi per garantire la sopravvivenza della società calcistica nell’attesa della soluzione definitiva che è lontana dal verificarsi in quanto ci sono delle variabili che debbono essere considerate:
a) Cosa farà l’Eurocat proprietaria del pacchetto azionario del Pescara Calcio SpA;
b) Possibilità di immissioni di piccoli capitali da parte dei “Nuovi” per procrastinare e tamponare le istanze di fallimento, che sarebbero in arrivo, per arrivare al mercato di gennaio e fare cassa, per poi eventualmente sparire;
c) Gli aiuti economici concreti che sta dando il noto imprenditore della pasta Peppe De Cecco, patron dell’Angolana, potrebbero essere il primo passo verso un suo impegno totale successivo alla dichiarazione di fallimento del Pescara Calcio e questo avverrebbe con la collaborazione di altri noti imprenditori locali che stanno già monitorando la società di calcio pescarese per avere le idee chiare sugli interventi da sostenere e da fare.
Ma una domanda, mi frulla nella mente, “Chi ha interesse a fare confusione a Pescara e perché?” Infatti, hanno messo in giro la favola metropolitana che, fallendo, il Pescara perderebbe tutto il suo patrimonio calcistico: E la cosa è assolutamente infondata in quanto la nuova società, se riconosciuta in possesso dei requisiti richiesti, non perderebbe nessun giocatore, né della prima squadra, né del settore giovanile.
I tifosi, innamorati del logo “Il Delfino”, paventano la perdita di tale “segno distintivo” ed anche questa ipotesi è annullata dalla concreta possibilità di acquistare dal curatore fallimentare il logo stesso. In molti, forse colpevolmente, si cerca di confondere le acque parlando a sproposito del Lodo Petrucci che non ha alcuna ragione di essere presa in considerazione per il Pescara visto che esso Lodo è in funzione solo per le società di A e B.
Il fallimento sarebbe, al momento attuale, il male minore per il Pescara e la pedana di lancio dalla quale riprendere la spinta in avanti per questa società, sempre che le voci che circolano di una vera, concreta, presenza di operatori economici intenzionati a subentrare, sia vera. Non si capisce perché continuino a dare in pasto ai tifosi notizie tendenziose, e a volte false, sulla realtà dell’istituto del fallimento delle società sportive, pur essendoci una regola ben precisa e chiara, come l’articolo 52/3 delle Norme di Organizzazione Interna della FIGC, che detta come si possa utilizzare il citato istituto sul fallimento in corsa, e, invece, si mischiano le carte con conseguente confusione tra i tifosi.
Quando la passione prende il sopravvento, i tifosi si organizzano e questa idea della “sottoscrizione”, anche se le esperienze del passato non hanno dato esiti favorevoli, servirà, quanto meno, a dare una spinta ad uscire allo scoperto a quegli operatori economici locali che hanno già espresso il loro interessamento.
Gianni Lussoso – www.calciopress.net