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Gio, 13 Nov 2008 11:46:00

Pescara, tra cinismo e affarismo


Il delfino attraversa uno dei periodi peggiori della sua storia. Stretto tra logiche che con lo sport hanno poco a che vedere. Tifosi divisi. Sensazione di deriva. E intanto il calcio giocato passa nel dimenticatoio. Intanto domenica prossima si gioca ad Arezzo. Se qualcuno ancora se lo ricorda.

Pescara, calcio alla deriva


Pubblicato da:


Gianni Lussoso

Agenzie Fotografiche partner di Calciopress



Tutti gli “ismo” negativi attorno al Pescara che cerca inutilmente una via di salvezza. Cinismo da parte dei “Nuovi dirigenti”, anche se alcune illazioni potrebbero far pensare che ci sia dietro lo zampino dei “Vecchi dirigenti”. Affarismo da parte di chi vuole entrare a fallimento concluso e di chi cerca di “raschiare il fondo della botte” in barba all’etica sportiva. Protagonismo da parte di chi si dice pronto, a parole, a dare una mano salvo, poi, tenersi ben lontano dal gesto pratico di versare gli euro necessari alla gestione societaria.

 

E intanto arriva lo sfratto per la sede societaria, arrivano le prime istanze di fallimento e, in tutto questo disastro, si assiste alla sofferenza dei tifosi organizzati che si stanno dividendo tra coloro che spingono per un fallimento pilotato e chi, invece, vorrebbe che si trovasse una soluzione diversa che portasse alla prosecuzione della vita di questa società rinata nel 1936. Dico rinata, perché alcuni dimenticano che il Pescara era già in attività dagli Anni Venti, e fu rifondato nel 1936 dopo un periodo critico che ricorda quelli che stiamo vivendo ora e ricominciò in Prima Divisione nel campionato 1937-38.

 

Cinismo, affarismo e protagonismo, sono i tre cappi che stringono alla gola il delfino biancazzurro soffocandolo.

 

Tra un mare di chiacchiere, alcune anche dette in buona fede, la società calcistica si avvia verso un inglorioso tramonto a meno che non accada il miracolo che, proprio in quanto tale, non è possibile preventivare. I giorni passano, i pesi aumentano, e appare sempre più evidente che l’Eurocat per uscire vuole soldi e che per entrare gli altri vogliono spendere il meno possibile e tutto porta a prevedere che per il 31 di dicembre si arriverà con i libri contabili in Tribunale.

 

A proposito, domenica si gioca ad Arezzo, chissà se qualcuno se lo ricorda.

 

Gianni Lussoso  - www.calciopress.net


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