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Gio, 01 Maggio 2008 09:14:00

C1/B, riflessioni sul dopo Caf


Il dopo Caf lascia molti dubbi tra i tifosi e gli addetti ai lavori. La Giustizia sportiva, ancora una volta, si dimostra inadeguata nei tempi e nei modi rispetto al prodotto che deve gestire. Crescente il disagio di fronte a un campionato il cui esito appare comunque e oggettivamente alterato. La serie C ha bisogno assoluto di cambiare format.

Il presidenta della Lega di C, Mario Macalli


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Le sentenze irrevocabili della Caf alterano di fatto il regolare decorso di un campionato che ha dovuto tollerare troppi inciampi. E lasciano a molti, se non a tutti, l’amaro in bocca.

 

Ieri la Corte di Giustizia Federale ha deciso di accogliere il ricorso del Pescara relativo alla penalizzazione di due punti inflitta in prima istanza dalla Commissione Disciplinare. Respinti, viceversa, quelli delle altre società penalizzate (tutte di C2) che pure lo avevano presentato. Vale a dire Catanzaro, Castelnuovo Garfagnana e Olbia.

 

La Corte ha seguito una sua precisa linea. Il Pescara, infatti, era stato condannato per il ritardato pagamento degli emolumenti ai giocatori, ma è stato graziato. Le altre, imputate del mancato versamento di ratei contributivi e fiscali, si sono viste confermare la sanzione.

 

Un precedente importante, anche in vista del deferimento della Lucchese che sarà discusso davanti alla Commissione Disciplinare martedì 6 maggio. Il caso della società toscana sembra assimilabile a quello delle tre società di C2 che si sono viste confermare la penalizzazione di due punti. Si tratta cioè del mancato pagamento di aliquote contributive e fiscali relative al primo semestre del 2007. Se la linea della Corte venisse confermata, e non si vede come potrebbe essere altrimenti, per il club rossonero del presidente Fouzi Hadj non ci sarebbe scampo. La penalizzazione di due punti sarebbe automatica.  

 

Il fatto grave è che il caso della Lucchese sarà trattato a campionato già concluso. L’esito del procedimento potrebbe dunque vanificare i risultati ottenuti domenica sul campo dalle squadre in lotta per i play off. E costringere a ridisegnare, per l'ennesima volta, la classifica del girone. Tutto questo mentre i tifosi, alla luce delle complesse norme federali che regolano la formazione delle classifiche, continuano a ingegnarsi in tabelle che si potrebbero dimostrare solo vacui esercizi statistici.

 

Sempre ieri, la Corte di Giustizia ha confermato la penalizzazione di otto punti inflitta al Lanciano, respingendo così il ricorso della Procura federale che ne chiedeva la retrocessione diretta in serie C2. Analoga decisione è stata presa anche per la Torres Sassari.

 

Anche in questo caso monta la polemica tra le società del girone. Il Martina, che si era fatto avanti con un comunicato-appello diretto alla Federcalcio, è prostrato. Già in passato, al tempo del ripescaggio della Florentia Viola in serie B in sua vece, la società pugliese si era sentita vilipesa. Al punto da non scendere in campo, in segno di protesta, nelle prime partite del campionato di C1. Anche in casa Sangiovannese il mugugno è forte. Ma un po’ dappertutto si storce il naso, a dir poco, di fronte a un’applicazione di norme federali che presta il fianco a molte censure.

 

La sensazione di disagio di fronte a questa applicazione ondivaga della Giustizia sportiva, in tempi e con modi spesso discutibili, è diventata ormai esponenziale.

La stagione dei deferimenti conferma che la serie C si trova ormai su un binario morto. Troppe le società che la Covisoc, Macalli e la Lega di Firenze devono controllare. 

 

Novanta è un numero da paura, in tutti i sensi. Incompatibile con un campionato in cui, di professionistico, è rimasto davvero ben poco. Il presidente Macalli dovrebbe trarne, da subito, le dovute considerazioni. Ma questa è un’altra storia.

 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net


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