Il calcio giocato nei tribunali lascia sempre meno spazio a quello giocato in campo. Nemmeno il tempo di tirare il fiato sulla vicenda che ha condotto ai deferimenti di Lanciano e Pescara, con la classifica del girone B della C1 sconvolta in testa e in coda, che tocca alla Lucchese passare al vaglio della Commissione Disciplinare. La seduta è prevista per martedì 6 maggio. La società toscana sarà difesa dall’avvocato Mattia Grassani.
Il procedimento nasce su impulso della Covisoc. Il club rossonero del presidente Fouzi Hadj è stato deferito per non aver ottemperato - entro il termine perentorio del 31 ottobre 2007 fissato dalle norme federali - al pagamento di ratei contributivi e fiscali relativi al primo semestre del 2007 (mesi di maggio e giugno). E, inoltre, per aver fornito alla Covisoc dichiarazioni con circostanze e dati contabili non veridici. La Lucchese, infatti, è imputata di responsabilità diretta e oggettiva.
La Commissione Disciplinare ha tenuto in prima istanza, sulla materia del contendere, una linea molto precisa. Tutte le società deferite (Castelnuovo, Catanzaro, Olbia, Pescara, Teramo, Varese e Viterbese) sono state infatti condannate alla medesima penalizzazione di due punti, da scontare nel campionato in corso.
Diverso l’orientamento della Corte di Giustizia Federale. Il secondo e definitivo grado della Giustizia sportiva ha emesso infatti sentenze, inappellabili e passate in giudicato, che si discostano in un solo caso (quello del Pescara) da quelle emesse dalla Disciplinare.
Va premesso che Teramo, Viterbese e Varese non hanno inoltrato ricorso. Lo hanno fatto invece Castelnuovo Garfagnana, Catanzaro, Olbia e Pescara. Il ricorso del Pescara è stato accolto dalla Corte, gli altri tre sono stati respinti. La ragione di questa divergenza risulta piuttosto chiara dalla lettura dei dispositivi.
Le tre società di serie C2 erano imputate del mancato pagamento di ratei contributivi e fiscali dovuti a vario titolo.
Il Pescara, viceversa, era stato deferito e condannato in prima istanza per il “mancato pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di maggio e giugno 2007 nei termini stabiliti dalle disposizioni federali e comunque per non aver adempiuto agli obblighi di comunicazione e deposito nei termini stabiliti dalle disposizioni federali in materia”.
Partendo da questi presupposti giuridici e considerate le inadempienze specifiche contestate dalla Covisoc alla Lucchese, il destino del club toscano sembrerebbe già scritto.
Tuttavia la Giustizia sportiva ha saputo andare, in questi anni, oltre ogni possibile lineare interpretazione. Non resta quindi che assistere al dibattimento. Sia in prima che in seconda istanza.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net