Sulla Gazzetta dello Sport compare un’intervista di Nicola Binda al presidente della Lega di serie C, Mario Macalli. Molti e interessanti gli argomenti trattati. Proviamo a farne una sintesi, per capire quali problemi attendono la C1 nel prossimo campionato.
Iscrizioni. Stanno per prendere il via le procedure burocratiche relative all’ammissione nei prossimi campionati. Macalli si è dichiarato “preoccupatissimo”. Le nuove normative, che prevedono tra l’altro il pagamento dell’Iva a tutto il 2006, potrebbero mettere con le spalle al muro un numero cospicuo di società (“non so come faranno tante società”, testuali parole). Sono stati auspicati, dai vertici federali, controlli più celeri di quelli attuali per autorizzare l’iscrizione ai rispettivi tornei. “Pazzesco”, a detta di Macalli, che siano appena state condannate squadre per errori di un anno prima.
RIFORMA. Secondo Macalli la riforma dei campionati è pronta da anni, ma “non c´è la volontà di farla”. Bisognerebbe partire dal basso e cioè "andrebbe completamente rivisto il settore dilettanti, dove girano troppi soldi”. Il presidente ha osservato come “in Inghilterra non basta vincere per salire tra i professionisti, ma si deve aspettare che salti qualche squadra”. C’è una sola soluzione per Macalli, vale a dire che “i grandi club devono andare per la loro strada, però devono pagare una tassa. Bastano due B e tre C, con sotto veri dilettanti: ci sarebbero 200 milioni di euro di risorse sul tavolo, mentre la Figc dovrebbe affidare mission alle categorie”. Si conclude sostenendo che “il problema è proprio federale: non si può lasciare che ognuno faccia il suo, servono delle regole”.
ROSE. La serie B ha deciso di bloccare le rose a 19 giocatori (under 21 esclusi). Anche la serie C intende allinearsi. Macalli è stato chiaro: “penso a rose comprensive dei giovani: diciamo che 5 under 23 in una rosa di 18-19 andrebbero bene. Il nuovo regolamento ricalcherà quello vecchio, però con delle novità: un giocatore di 22 anni per noi è già vecchio”. Le società non potranno che allinearsi, perché “i presidenti più virtuosi, imprenditori di grido, se ne vogliono andare perché il calcio è un’azienda che perde, mentre certi imprenditori che stanno in B sparlano e buttano soldi”. In quanto alle possibili proteste di Campana, si osserva che “prima l’Aic chiede di eliminare le fideiussioni, poi in Consiglio federale vota per tenerle. E allora? Il vetero sindacalismo è andato a casa, bisogna fare così anche nel calcio”.
Problema stadi. Il Macalli pensiero, su questo punto, è molto chiaro. “Sapete quanti presidenti sarebbero disposti a costruire stadi? Tantissimi. Ma le istituzioni li bloccano. E poi ci sono amministrazioni comunali che non riescono a sistemare uno stadio da 1.500 posti per fare la C2, è ridicolo”.
Nuovo nome della serie C. "Il 19 c’è l’assemblea e comunichiamo i nuovi nome e marchio della Lega, ma è in arrivo anche uno sponsor che darà il nome ai campionati”. Insomma, grossa novità in vita.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net