Il presidente della Lega Pro (ex serie C), Mario Macalli, ha attaccato frontalmente l’organo di vigilanza della Figc. In alcune dichiarazioni rilasciate al “Corriere di Romagna” pesanti colpi di maglio si abbattono sulla Covisoc in merito all’ammissione in Prima Divisione (ex serie C1) dell’Avellino. Secondo Macalli gli irpini avrebbero dovuto essere esclusi dal campionato.
"La Covisoc ci ha raccontato delle frottole, punto e basta – ha dichiarato Macalli - E io non tollero le farfanterie, non le permetto. Come presidente di Lega io avevo segnalato delle disfunzioni, delle cose che non andavano, nella situazione dell'Avellino ma non solo. Mancavano le liberatorie, quasi tutte, e c'era un pignoramento in atto di 342 mila euro".
"La Covisoc è venuta a raccontarci che i calciatori erano stati pagati – ha proseguito il presidente - e che il 14 luglio avevano provveduto a mandare un ispettore ad Avellino, il quale aveva verificato l'adempimento delle spettanze. Ma il regolamento è chiaro, su questo punto: sono richieste espressamente le liberatorie dei calciatori. E su venti, venticinque giocatori, di liberatorie ne abbiamo viste pochissime, quasi nessuna. E' un dato di fatto. Ci hanno spiegato di aver convocato in sede tutti i giocatori tramite telegramma per la firma delle liberatorie, ma nessuno, e sottolineo nessuno, si è presentato. Allora ho dichiarato di sentirmi dalla parte dell'Avellino, danneggiato gravemente dal comportamento dei calciatori, e ho proposto il loro deferimento con apertura di un'istruttoria da parte dell'Ufficio Indagini. Ovviamente si sono guardati bene dal procedere in tal senso”.
Infine la richiesta di dimissioni: “Questi signori della Covisoc se ne devono andare a casa, il presidente Federale li avrebbe dovuti già cacciare, ed invece ha votato a favore. Sicuramente il prossimo 25 luglio non si dovranno compilare i calendari di A e B come sperano di fare Matarrese ed Abete, e non si faranno fino a che questa storia non sarà chiarita. Nella mia carriera ne ho viste di tutti i colori, ma mai una cosa del genere. Potranno esserci ricorsi, vedremo: se il calcio è cambiato, è ora di dimostrarlo".
La presa di posizione di Macalli riapre il discorso dei ripescaggi. Il passaggio nella serie cadetta al posto del Messina avrebbe dovuto essere una questione privata tra Avellino e Cesena, secondo quanto dichiarato dal presidente della Lega Matarrese.
Adesso la squadra romagnola vede aumentare di parecchio le sue quotazioni. E rientrano in gioco, come parti terze interessate, anche la Cremonese e il Foggia (che aspirano alla risalita in B e presenteranno domanda di ripescaggio). Oltre al Manfredonia, retrocesso in Seconda Divisione e che spera nella esclusione degli irpini dalla Prima Divisione. Un dato di fatto che aumenterebbe di un posto quelli a disposizione per la riammissione dei sipontini.
Per fortuna, come ha dichiarato il presidente della Figc Abete, questo dovrebbe essere l’ultimo anno dei ripescaggi. Una procedura che viola tutte le norme, scritte e non scritte, della lealtà sportiva e delle pari opportunità. Ma questa è un’altra storia.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net