PISTOIA – In un “Melani” colmo in ogni ordine di posti la Nazionale Olimpica affrontava, in amichevole, la Nazionale della Romania. Entusiasmo alle stelle per la formazione di Gigi Casiraghi che, a tratti, ha espresso in campo un gioco fluido e veloce. Molte le famiglie presenti, tantissimi i bambini a rincorrere un autografo o a scattare una fotografia ai propri beniamini. Una situazione che dovrebbe essere usuale in tutti i campi di gioco e che, invece, quasi mai si verifica.
Anche noi di Calciopress eravamo presenti a questa festa dello sport e abbiamo chiesto ad alcuni personaggi noti del nostro calcio, nonché al presidente federale Giancarlo Abete, come giudicano la riforma della Serie C1 fortemente voluta dal presidente, Mario Macalli.
Il primo ad essere intercettato dai nostri microfoni è proprio il presidente federale, Giancarlo Abete, che risponde così alle nostre domande:
Un momento delicato per alcune squadre di serie B e soprattutto della neonata Lega Pro. Alcune sono sparite dal calcio professionistico, altre rischiano stessa sorte. Cosa ne pensa il presidente federale?
“Quest’anno ci sono delle non iscrizioni, mentre l’anno passato andò molto bene. Però ricordiamo che gli anni pregressi abbiamo perduto otto, dieci, tredici squadre. Quindi c’è una situazione, soprattutto nelle categorie di B e di C, di maggiore complessità”.
D’accordo quindi con la restrizione delle rose e l'utilizzo degli under proposti dal presidente Macalli?
“Le restrizioni delle rose sono collegate alla finalizzazione dei contributi. C’è libertà di tesseramento e le rose sono ovviamente aperte. Però chi non utilizzerà un determinato numero massimo di giocatori, non potrà usufruire dei contributi federali”.
All’uscita degli spogliatoi incontriamo uno dei giocatori italiani più ammirati, sia per il suo modo di giocare quanto per le caratteristiche umane che lo hanno sempre contraddistinto. Ci riferiamo a Gianfranco Zola, che oggi ricopre un ruolo importante all’interno della Federazione.
Gianfranco, quanto giova la riforma del campionato di Serie C imposta dal presidente Macalli, atta alla valorizzazioni di questi giovani che poi andranno a formare le varie compagini Nazionali?
“Speriamo in bene, perché poi i giovani sono il futuro del nostro calcio e del nostro paese. Tutto quello che si mette in campo per far si che possano crescere nel migliore dei modi è il benvenuto”.
Come vedrebbe “Magic Box” una eventuale riforma più ampia dei campionati?
“Guardi, sicuramente si possono fare tante cose per migliorare, i calendari, i campionati ecc.. Personalmente penso che sia importante fare una riforma a livello di cultura calcistica, sportiva in generale, perché rappresentano le fondamenta per una buona pratica, una buona interpretazione del calcio e dello sport in generale”.
Non potevamo quindi non ascoltare il parere di chi, con i ragazzi della formazione Olimpica, sta per intraprendere un campionato all’insegna dei giovani e del fair play. Parliamo logicamente di mister Gigi Casiraghi, che risponde anche ad una domanda sul Monza (sua città natale).
Mister, la riforma voluta dal presidente Macalli in Lega Pro porterà dei vantaggi anche alle rappresentative Nazionali giovanili?
“Spero di si. Diciamo che di giovani interessanti ce ne sono molti, non soltanto in Lega Pro ma anche nei campionati minori. Sono comunque sempre favorevole alla valorizzazione dei ragazzi”.
Come vede il Monza, squadra della sua città natale, che milita proprio in Prima Divisione?
“Marcolin è un ottimo allenatore. Una squadra formata da tanti giovani, ha cambiato molto e spero che facciano bene. E’ la mia città, quindi è ovvio che spero che facciano un ottimo campionato”.
Stefano Cordeschi – www.calciopress.net