Come noto è stato deciso quest’anno, dal presidente della neonata Lega Pro (ex serie C1) Mario Macalli con il benestare della Figc e di tutte le società iscritte, il contingentamento delle rose di Prima e Seconda Divisione. Per quanto riguarda la LP1 potranno essere utilizzati solo 18 over 21 e tutti gli under 21 che si vuole. La decisione aveva provocato da subito la reazione dell’Associazione Italiana Calciatori (Aic) diretta da Sergio Campana, che aveva preannunciato azioni di protesta.
Queste sono puntualmente arrivate nella giornata di ieri. L’Aic ha infatti comunicato la propria intenzione di far slittare, per uno sciopero dei suoi iscritti, la prima giornata di campionato di Lega Pro fissata per il 31 luglio.
La risposta del presidente della Lega di Firenze, Mario Macalli, non si è fatta attendere: "In un paese democratico ognuno può prendere le decisioni che vuole. Ci sono però decisioni legittime e decisioni illegittime. Questa dello sciopero è illegittima e contro l'interesse del calcio nazionale. Non abbiamo fatto nulla: ogni società può tesserare tutti i giocatori che vuole, deve solo indicare nella distinta chi vuol fare giocare e se qualcuno non ottempera alla norma non incorre in penalità di classifica ma viene esclusa dalla ripartizione dei contributi che spettano a chi utilizza gli under 21. Noi andiamo avanti per la nostra strada nell´interesse dei nostri presidenti e del calcio nazionale. Voglio solo ricordare che l'anno scorso le rose limitate le ha fatte la serie B e non c´è stato alcuno sciopero. Ripeto, andiamo avanti per la nostra strada e vedremo".
Macalli è ancora più chiaro in un’intervista che compare su Il Tempo di oggi: “L'Aic vuol scioperare? Sono decisioni che parlano da sole. Il calcio italiano - spiega Macalli - è in una società dove c'è crisi irriversibile, causata da costi eccessivi che gravano per i costi dei calciatori. Tentiamo da anni, e fino ad oggi, di dire a tutti che è importante l'impiego dei giovani. L'Aic ha sempre osteggiato questa politica. Se vogliono fare scioperi li facciano pure...”.
Il presidente ci va giù duro: "Ho letto che il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho vuole 22 giocatori: evidentemente vogliono le seconde divisioni dove svernano gli "elefanti" e da noi non trovano posti, lo possono trovare semmai nei circhi. La soluzione? Bisogna trovarla con il buon senso, queste azioni non sono giuridicamente corrette perchè noi non priviamo il tesseramento di nessuno - prosegue il presidente della Lega Pro - non abbiamo nessuna possibilità di dare punteggio di penalità se un club non osserva le norme, se non si osservano non prenderà la contribuzione. Una normativa collegata alle rose, con la politica di distribuire soldi nella direzione che il Coni, la Uefa, tutti, ci dicono: premiare l'impiego dei giovani. Devono smetterla di dare addosso alla nostra categoria, la Lega Pro andrà avanti per la propria strada. Siamo stati contattati dalla Federazione nel tentativo di mediare e ci siamo seduti a tavolo. Abbiamo detto che siccome abbiamo fatto una normativa che l'anno venturo sarà più premiante a novembre ci siederemo e vedremo i risultati. Volevamo perseguire l'orientamento di mediazione, avevamo dato l'ok per la seconda divisione. Volevano mettere qualche under 23 oltre i 15? Abbiamo risposto che forse potevamo anche farlo, eravamo quasi disponibili ad accettare la mediazione ma quando abbiamo dato la disponibilità hanno attaccato sulla prima categoria ed a noi non è andata più bene”.
Redazioneweb – www.calciopress.net