(CALCIOPRESS) Sorrento - Poche ore e sarà Sorrento-Pescara. Dopo due trasferte consecutive, torna tra le mura amiche del Campo Italia il gruppo guidato da Gianni Simonelli. Il tecnico di Saviano, alla vigilia della sfida che lo vedrà impegnato contro una fetta del suo passato, ripercorre le tappe della stagione rossonera con un ricordo passionale dell’esperienza in riva all’Adriatico.
Mister, lei è un ex. In serie B, alla guida degli abruzzesi, non riuscì ad acciuffare la salvezza. Perché, forse, nella miglior fase di quel suo Pescara, la dirigenza cedette Calaiò al Napoli. Come vivrà questa partita?
“Vivo l’attesa normalmente perché penso solo al Sorrento. Di Pescara, comunque, ricordo soprattutto il gran dolore che provai per l’esito del campo. Era la mia prima annata in serie B, l’unica per me. Agli inizi, ci fu un periodo straordinariamente difficile. La parte centrale, invece, fu straordinariamente bella. Il campionato, però, lo finimmo molto male. In ogni caso, fu un’esperienza formante, direi preziosa”.
Domenica il Pescara ha vinto con la Juve Stabia per 3-1, minacciando la settimana precedente di non scendere in campo per la crisi dirigenziale che li avvolge. Temete quest’aspetto?
“Sinceramente, mi preoccupo solo ed esclusivamente della mia squadra. Le vicende che li vedono purtroppo protagonisti, non ci devono interessare nella maniera più assoluta. Il Pescara dispone di un’ottima squadra, formata da giocatori importanti e veramente temibili. Il Sorrento, però, deve collezionare un risultato positivo”.
Due sconfitte e due pari nelle ultime cinque partite. La crisi è finita?
“Questo periodo non lo definirei né come crisi né come ‘crisetta’. Mi auguro che sia stato esclusivamente un periodo fisiologico ed evolutivo di una squadra. In ogni caso, seppur il Sorrento non abbia raccolto tanti punti, ultimamente ha prodotto un buon gioco. Devo dire che la squadra non è stato attento come dovrebbe, questo sì”.
Qualcuno parla di calo fisico. Lei è d’accordo?
“No, assolutamente no. Nelle varie riprese che ci sono state, anche se abbiamo preso gol ad inizio secondo tempo, ho visto sempre un Sorrento all’altezza della situazione. Mi riferisco al derby vinto con la Cavese, penso alla reazione di Gallipoli e dalla capacità di esser compatti mostrata a Crotone”.
La classifica vi vede impelagati nei bassifondi. I 14 punti sono un bottino meritato?
“Non muovo alcuna recriminazione. Il verdetto del campo è sempre quello giusto. Nel calcio, poi, non esistono mai delle controprove. Per me parlarne non ha senso, è tempo perso”.
La gara di Coppa Italia vinta a Gela per 1-7, è stata utile in vista del match col Pescara?
“Penso proprio di sì. Senza tener conto della forza dell’avversario, ho visto tante cose buone. Pure e soprattutto sul profilo caratteriale. Le competizioni ufficiali il Sorrento non deve mai sognare di snobbarle”.
Michele Gargiulo - www.calciopress.net