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Sab, 19 Apr 2008 10:10:00

B, diritti tv e governo del calcio


Vendita dei diritti tv in serie B. Matarrese stoppa Abete, chiamato in soccorso dalla cadetteria. Soluzioni in vista nessuna, solo parole. Antitrust in campo. Ma la sua indagine si conclude il 15 aprile 2009. Governo del calcio sempre meno incisivo rispetto ai problemi che incalzano.

Lega calcio, una guida sempre più precaria


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L’idea che Giolitti prima, e lo stesso Mussolini poi, avevano della politica praticabile nel nostro paese era molto chiara: “Governare l’Italia, più che impossibile è inutile”.


Una riflessione che ritorna alla mente assistendo a una delle tante telenovele del pianeta calcio cui abbiamo la sventura di assistere da alcuni lustri. Nel caso di specie si tratta della crisi della serie B, indotta dalla mancata vendita dei diritti tv. Un evento che potrebbe affossare la cadetteria, se non saranno trovate con prontezza soluzioni valide.

 

Il modo in cui la faccenda viene affrontata, da chi dovrebbe risolverla o contribuire a farlo, è tuttavia emblematico dell’inutilità di una guida come quella attuale per un calcio italiano che va sempre più a rotoli.

 

Il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, ha proposto infatti una sua precisa ricetta per dare la svolta all’annosa questione della vendita dei diritti tv in serie B. Si tratta di “andare avanti per gradi e programmare”. Bella frase. Cosa ci sia dietro, non è dato sapere.

Anzi si. Lo si capisce quando l’inossidabile dirigente ammicca, col solito sorriso furbetto di quello che non si fa incantare da una protesta che in fondo non condivide e non approva, e ironizza: ''Quando i ragazzi si agitano ci pensa il papà a tranquillizzarli''. Roba da far cascare le braccia.

 

Nel contempo lo stop alla Figc, e al suo presidente Abete chiamato in soccorso dalla cadetteria, è netto. ''E' una questione della Lega di Milano e non della federazione. Riguarda i rapporti tra la A e B e cercheremo di risolvere questo problema al nostro interno e con la collaborazione del presidente federale quando sarà necessario''. Niente mediazioni, grazie. Ce la facciamo da soli.

 

Le società di serie B sono alla frutta e chiedono alla Covisoc la revisione dei parametri. Ma anche qui Giancarlo Abete alza un bel muro: ''Le società hanno chiesto chiarezza sui budget da presentare alla Covisoc e non una rivoluzione delle norme per l'iscrizione al prossimo campionato''. Niente revisioni dunque. Ma allora cosa voleva dire il direttore generale del Messina quando parlava di una serie B sull’orlo del baratro?

 

In soccorso ai club di una cadetteria senza identità arriva per fortuna l'Antitrust. Si ha notizia che è stata avviata un'istruttoria nei confronti della Lega Calcio per verificare i comportamenti tenuti sulla cessione dei diritti Tv della Serie B.

L'indagine, come informa una nota, serve ad accertare "se a Lega Calcio, anche attraverso delibere associative, abbia limitato la facoltà delle squadre del Campionato di calcio di serie B di commercializzare autonomamente i diritti di trasmissione delle partite disputate, ponendo in atto condotte lesive della concorrenza". In buona sostanza l'Antitrust vuole capire "se i comportamenti di Lega Calcio, che non ha concluso alcun accordo relativo al campionato cadetto, siano tesi unicamente a preservare il proprio ruolo di negoziatore unico".

 

Ciò che sarebbe in contrasto con la nuova disciplina su diritti del calcio, che prevede la possibilità nella fase transitoria (fino al 2010), che i singoli club vendano separatamente i diritti non ancora ceduti, previa autorizzazione della Lega stessa.


"La condotta della Lega potrebbe aver negato ai tifosi la possibilità di seguire le partite attraverso diverse piattaforme trasmissive - ha evidenziato il Garante - pregiudicando anche l'interesse degli operatori della comunicazione ad acquisire contenuti di rilievo per il proprio palinsesto".

 

Si fa largo una flebile speranza. Forse qualcuno ci prova a governare questo bislacco pianeta calcio italiano. Ma ecco che le braccia cascano di nuovo. L'istruttoria si concluderà entro il 15 aprile 2009. I rituali tempi biblici, che affossano la bontà di ogni iniziativa e la vanificano già in partenza. E accrescono la sensazione di una sterile commedia delle parti giocata sulla pelle dei tifosi.

La serie B, entro il 15 aprile 2009
, avrà tutto il tempo di fallire e rifondarsi. Mettiamoci il cuore in pace, quello che ci aspetta è un calcio sempre più precario. In mano a dirigenti sempre più mediocri.

 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net


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