La scelta del basso profilo era ormai ineludibile. I 22 club iscritti al campionato di serie B si sono riuniti a Milano, in un'assemblea plenaria cui hanno preso parte anche Empoli, Livorno e Parma (retrocesse dalla A), oltre a Salernitana e Sassuolo (neopromosse dalla C1). Sono state decise, all’unanimità, misure drastiche che metteranno a dieta la cadetteria. Il grave stato di crisi e il rischio incombente di non poter dare inizio al nuovo campionato non lasciava spazio ad altro tipo di soluzioni e ha fatto da volano a una lunga serie di provvedimenti nel segno dell’austerità. E che disegnano, come era necessario, la nuova mission di questa categoria.
Il “Progetto serie B” punta al raggiungimento di tre obiettivi primari: a) riduzione dei costi attraverso una serie di parametri relativi al numero dei giocatori tesserabili e al conseguente maggior impiego di giovani atleti; b) incremento dei ricavi, con l'introduzione di nuove forme di sponsorizzazione alternativa; c) inserimento di ulteriori forme e metodologie di controllo dei parametri economico-finanziari in vigore, allo scopo di spingere le società ad una ancor più oculata gestione aziendale.
I provvedimenti prendono spunto dalla bozza avviata quattro anni fa (a seguito dei fallimenti di Perugia, Salernitana, Torino e Venezia) e prevede come si è accennato una serie di misure attraverso le quali conseguire una congrua riduzione degli impegni finanziari e un possibile incremento dei ricavi.
Si parte dalla drastica riduzione del numero di giocatori tesserabili. Saranno 19 e non più 21, con la possibilità di inserire in organico altri quattro giovani. A condizione che: militino da almeno tre anni nel settore giovanile del club (anche se hanno militato in formazioni cui siano stati ceduti a titolo di prestito), siano stati tesserati a titolo definitivo e abbiano tra i 14 e i 21 anni di età. La volontà di investire sui giovani trova conferma nel tesseramento degli under 21, il cui numero potrà essere illimitato.
E’ stato introdotto anche un monte stipendi (il cosiddetto salary cap) che non dovrà essere superiore al 60% dei ricavi della stagione precedente. Questo limite, tuttavia, non è strettamente vincolante. Ogni club potrà superarlo se verrà versata una fideiussione. Via libera all'introduzione di forme alternative e innovative di sponsorizzazione. Dopo il binomio con la Tim e i palloni griffati Nike, potrebbe essere raggiunto un accordo collettivo per la vendita del bordo manica delle magliette a un marchio nazionale.
Alla prossima Assemblea Generale il “Progetto serie B” sarà presentato come strumento di confronto programmatico con la Serie A. Una scelta che conferma come l'obiettivo sia quello di tentare tutte le strade possibili per fronteggiare la difficilissima congiuntura economica.
Sergio Mutolo – www.calciopress.net