Partono stasera gli Europei e un’intervista rilasciata da Michel Platini al giornale francese L'Equipe fa capire, però, che non è tutto oro quel che luccica. Il presidente Uefa, come nel suo carattere, spara bordate ai grandi club. Li accusa di partecipare alla Champions League, e di vincere, barando sulle regole finanziarie. L’attacco è diretto stavolta ai due club inglesi quest’anno finalisti, il Chelsea e il Manchester. Il deficit complessivo di bilancio delle due squadre è di 1,9 miliardi di euro e Platini non ci sta. Ma il discorso è molto più ampio.
Senza mezzi termini Platini parla di obiettivi discutibili. Nel centro del mirino dei club non c’è tanto la voglia di vincere un titolo prestigioso. Quanto, piuttosto, il tentativo di guadagnare cifre importanti e tali da consentire il ripianamento dei propri debiti. Qualcuno le ha definite “vittorie a credito". Un grande club spende e spande per vincere la Champions. Se ci riesce è salvo, e ce n’è anche d’avanzo. In caso di sconfitta, lo spettro del fallimento incombe. Proprio ciò che si imputa agli ultraindebitati Chelsea e Manchester United.
Non lesina le polemiche il battagliero presidente dell’Uefa. Tira velenose frecciate al calcio-business che, da sempre, aborre. Da giocatore, con la maglia a strisce bianconere della Juventus, ha deliziato le platee di mezza Europa. E continua a vedere il football con occhio forse retrogrado, ma certamente molto etico.
Ce l’ha anche con i grandi magnati, rei a suo dire di investire nei club solo per trasformarli in prodotti vendibili alla stregua di qualsiasi altro. Gli attacchi di Soros alla Roma di Sensi sono la prova provata che ciò può accadere anche in Italia. Una corsa scellerata dietro al dio denaro.
Senza contare la proposta di giocare la 39ma giornata del campionato inglese all'estero. Un'idea lanciata qualche giorno fa dai responsabili della Premier League, il campionato di serie A britannico. Si vorrebbe, in sostanza, disputare ogni anno una giornata di campionato supplementare in un Paese straniero. Ovviamente per aumentare gli introiti. La rincorsa al business potrebbe, a questo punto, diventare senza freni.
La volontà di Platini è quella di rivedere il formato e le regole della Champions, e non solo, per evitare che la situazione prenda una piega difficile. E’ fondamentale trovare una via condivisa per aiutare i club a risolvere i loro problemi finanziari. Per non fare il passo più lungo della gamba, incorrendo in un doping amministrativo che non è accettabile in base al criterio di lealtà sportiva e di pari opportunità. La Fifa e l'Uefa, secondo Platini, devono battersi contro questa situazione. Per evitare che continuino a vincere sempre e solo quelli che sparigliano le carte.
Sergio Mutolo – www.calciopress.net