Arthur Sulzberger, di mestiere, fa l’editore. Ma non un editore qualsiasi. Il giornale di cui si occupa è un vero moloc della stampa americana e internazionale. Parliamo del "The New York Times". E non aggiungiamo altro.
Ebbene, Sulzberger ha comunicato circa un anno fa che "The New York Times", il più noto e venduto quotidiano americano, cesserà entro cinque anni di essere stampato su carta e sarà pubblicato solo su Internet.
Quali le ragioni di una decisione (solo in apparenza) così deflagrante? Chi frequenta il mondo del web non ha bisogno di tante spiegazioni, tanto essi sono intuitive. E non ci voleva certo un editore americano, anche se autorevole e famoso, per capirle.
La notizia del NYT su Internet dal 2012 è solo un’anticipazione di quello che sarà il destino della carta stampata. Negli Stati Uniti, nel mondo e in Italia. Il fatto è che il modello di giornalismo cartaceo è obsoleto, se non moribondo. Quanti oggi ritengono di avere scelto una professione sicura, perchè sono comodamente seduti dietro la scrivania di un giornale, si trovano già senza immaginarlo ad ingrossare le fila di quelli che saranno i disoccupati dell’editoria tradizionale.
D’altra parte, anche in Italia, i grandi quotidiani si stanno allineando. Si pensi ai siti internet di Repubblica, Corriere della Sera e Stampa. Hanno, ormai, un numero di lettori superiore a quello delle edizioni cartacee. Al punto che Repubblica ha iniziato ad attivare anche i siti internet delle singole redazioni cittadine.
Non si capisce infatti perché un normale lettore dovrebbe aspettare 24 ore per leggere, su un qualsiasi quotidiano, notizie già on line in tempo reale in quanto raccolte e diffuse da mezzi di informazione che operano soltanto su internet. Il web, inoltre, consente un’interattività, con i lettori, che il cartaceo non potrà mai sognarsi di realizzare. Parliamo del citizen journalism, che si esplica attraverso i blogs. La circolazione di notizie e immagini attraverso internet diventerà inarrestabile.
I problemi che hanno finora frenato il mondo dell’informazione nel web sono di ordine pratico ed economico. Molti, soprattutto in Italia, non hanno ancora una sufficiente dimestichezza con il pc. Inoltre i costi di impianto e di collegamento restano piuttosto elevati. Ma, prima di quanto non si pensi, le abilità personali cresceranno esponenzialmente. E i costi scenderanno a livelli del tutto abbordabili. Come avviene, nelle normali dinamiche di mercato, con l’aumentare dell’offerta.
La regola cui Calciopress tenta di uniformarsi per parlare di terza serie e non solo è, dunque, quella del web. Arrivare prima degli altri e approfondire ciò che gli altri non fanno.
Forse tutto ciò, nel mondo un po’ troppo provinciale della C1, può sembrare avveniristico. Ma siamo certi che il tempo e i numeri ci daranno ragione. Specie in un campionato che schiera, in questa stagione, un club come l'Hellas Verona che ha vinto anche uno scudetto e riempie il Bentegodi con almeno 10mila spettatori a partita. E che si appresta a portare in serie B la Salernitana che, all'Arechi, richiama anche 15mila e più tifosi.
Una scelta ineludibile per chiunque voglia proporsi di fare informazione in modo completo e innovativo. Qualunque sia la nicchia in cui intende posizionarsi. Il tempo del giornalismo da redazione, che non scova più le notizie ma le aspetta, è superato. Arthur Sulzberger e "The New York Times” hanno solo lanciato un amo per cercare di far capire in anticipo, come spesso avviene negli Stati Uniti rispetto a tutto il resto del mondo, quale sarà la tendenza del futuro dell’informazione.
Stefano Mutolo – www.calciopress.net