La palma di grande delusa spetta senza ombra di dubbio al Manfredonia, il quale nonostante la vittoria ottenuta nei minuti di recupero contro l’Hellas Verona, non riesce ad evitare la retrocessione in serie C2. Non si può certo dire che nel corso del finale del campionato il calendario abbia dato una mano alla squadra pugliese, ma allo stesso tempo i troppi punti persi in casa sono la causa maggiore di questa disfatta. Infatti i pareggi per 3-3 subiti in rimonta contro Foggia e Pro Patria fanno gridare ancora vendetta ai tifosi sipontini. Onestamente il Manfredonia non era assolutamente la compagine più debole del girone A, ma il campo ha decretato questo verdetto e come tale va accettato. Nella spareggio retrocessione contro l’Hellas Verona, il rigore realizzato in apertura da Filippini aveva riempito di speranza i cuori dei tifosi accorsi al Miramare, ma poi Zeytulaev con la collaborazione del portiere Bindi e i risultati negativi provenienti dagli altri campi, hanno spento progressivamente ogni residua speranza; la rete finale di Sau non fa altro che acuire la sensazione di beffa e i rimpianti per una partita che avrebbe dovuto essere gestita in altra maniera. Se da un lato è forte la delusione, per la truppa di mister Pellegrini si può solo parlare di missione compiuta, anche se il gol di Sau ha complicato le cose in ottica play-out e costringerà i veronesi a giocare il ritorno fuori casa, per l’esattezza a Busto Arsizio. Il raggiungimento degli spareggi salvezza ha il sapore quasi del miracolo, vista la disperata situazione nella quale erano situati i giallo-blu prima dell’avvento del “nuovo” allenatore. Ora il must è vincere al Bentegodi contro la Pro Patria e visto il periodo di declino dei bustocchi l’impresa non pare impossibile.
Missione compiuta anche per Ternana e Foggia che con uno 0-0 della paura ottengono i rispettivi obbiettivi. Che un pari fosse il risultato più prevedibile era chiaro a tutti, ma attenzione non si parla di alcuna premeditazione, solo di una normale legge del calcio; inutile farsi del male quando si può gioire insieme senza correre inutili rischi. Con una vittoria i satanelli avrebbero potuto ottenere una migliore posizione in classifica, evitando di incontrare in semifinale play-off la sempre temibile Cremonese, ma evidentemente la voglia di non incappare in passi falsi alla fine ha prevalso. Ora ci sarà il doppio confronto contro la truppa di Mondonico in una semifinale che ha tanto il sapore di finale “ideale”; è convinzione generalizzata infatti, che dalla vincente di questo doppio confronto, uscirà la seconda promossa in cadetteria. La Ternana invece si salva senza dover far ricorso ai play-out, coronando nel migliore dei modi un cammino finale che l’ha vista protagonista di una incredibile rimonta ai danni della Pro Patria. Per Giorgini un vera e propria gestione tecnica di successo.
Non vanno oltre il pari Foligno e Cremonese rispettivamente contro Pro Patria e Lecco, mantenendo così invariate le proprie posizioni in graduatoria. I loro intenti poco bellicosi erano chiari fin dall’inizio con un ampio ricorso al turnover e allo stesso tempo le vere motivazioni erano dalla parte delle loro avversarie che si giocavano le rimanenti chanches di salvezza; ma se per il Lecco si può parlare di missione compiuta, con i play-out conquistati, per la Pro Patria gli spareggi rappresentano quasi un fallimento, visto lo spreco dei dieci punti di vantaggio sulla Ternana a poche giornate dalla conclusione del campionato. Per i bustocchi ora la preoccupazione maggiore sarà quella di ritrovare una condizione di forma svanita oramai da tempo e necessaria per affrontare al meglio un Hellas Verona deciso più che mai a salvarsi a tutti i costi. Nel match di Lecco sono andati a segno tutti e tre i bomber presenti in campo, con Savoldi autore di un’altra doppietta a seguito di quella di domenica scorsa alla Pro Sesto, mentre Graziani e Temelin con un gol a testa
Vince e raggiunge i play-out la Paganese che un pò a sorpresa batte il Cittadella per 2-1. Sulla carta dando uno sguardo ai valori in campo, la bilancia pareva pendere tutta dalla parte degli ospiti, che avevano il loro punto di forza proprio nei match in trasferta; evidentemente però le maggiori motivazioni dei campani l’hanno fatta da padrona e così la rete di Esposito a cinque minuti dal termine della gara ha regalato gli spareggi alla compagine di Pagani. Certamente l’assenza sia di Meggiorini che di Coralli ha pesato non poco sull’esito finale della gara e tali scelte non sono state molto gradite dalle dirigenze di tutte le altre squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere. In fondo il campionato andrebbe onorato sino in fondo.
Inutile goleada per il Padova che, nonostante la vittoria sulla Cavese con il punteggio di 6-4 più adatto ad un match dei master series del Foro Italico che ad un campo da calcio, non riesce per un solo punto a conquistare i tanto agognati play-off. Dopo il pari di Foggia la strada per la squadra di Sabatini sembrava essere in discesa, ma poi l’intoppo casalingo contro la Pro Sesto ha rovinato ogni tabella di marcia. Un vero peccato per i patavini che con l’arrivo di Sabatini avevano trovato la quadratura del cerchio. Al contempo la conferma del subentrante allenatore, sarebbe il punto di partenza ideale per gettare le basi di un futuro più roseo. Passando alla gara c’è stata gloria un pò per tutti con la tripletta di uno scatenato Varricchio, le doppiette di Giampaolo e Rabito, i gol di De Giorgio su rigore e Sorrentino ed infine il ritorno alla marcatura di Muzzi, che pone fine così al lungo periodo di astinenza. Vista la forma attuale l’aver mancato l’obbiettivo degli spareggi è ancora più doloroso per i biancoscudati.
Bagna con una sconfitta il Sassuolo la sua prima uscita da vincitrice del campionato, subendo una pesante scoppola dal Novara. I ragazzi di mister Bellotto erano decisamente più concentrati e hanno fatto un sol boccone della capolista. L’obbiettivo principale era mandare a rete Rubino ancora in corsa per diventare capocannoniere del girone, ma il centravanti è riuscito ad andare a bersaglio una sola volta tra l’altro su rigore, dovendo così abbandonare ogni proposito di aggancio a Coralli. Rubino comunque è stato autore di una stagione straordinaria, da vero leader del Novara e condita con 17 gol e trattenerlo per un altro anno in terra lombarda sarà davvero dura.
Vince per per la seconda volta consecutiva in casa e sempre con tre reti realizzate il Monza, regalando un ultima gioia ai propri tifosi in una stagione avara di soddisfazioni. La gara è chiusa subito nei primi dieci minuti dai due gol in rapida successione di Rossi su rigore e di Arcidiacono che tagliano le gambe alla Pro Sesto; il sigillo finale è di Grieco a un minuto dal termine del match.
Ora sarà fondamentale la progettazione del futuro per evitare altri fallimenti, con l’obbiettivo che pare essere quello di riconfermare un ristretto numero di elementi e poi per il resto dare ampio spazio ai giovani. Intenti che non faranno fare salti di gioia ai sostenitori del Monza.
In conclusione la vittoria per 3-1 del Legnano sul Venezia, che suggella in questa maniera un campionato davvero ottimo e oltre ogni più rosea aspettativa, che lo ha visto a tratti addirittura partecipare alla lotta per i play-off e chissà senza le cessioni di gennaio dove sarebbe potuta arrivare questa squadra. Si chiude invece finalmente la stagione per i lagunari, autori di un finale di campionato assolutamente non all’altezza e con i tifosi che sperano di non ritrovare Michele Serena anche nella prossima stagione come guida tecnica del Venezia.
Stefano De Biase – www.calciopress.net
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