A Reggio Emilia, quest’estate, a tenere banco non è tanto il calciomercato, peraltro brillantemente condotto dal d.s. Massimo Varini, quanto il caso “Giglio”. Lo stadio reggiano rientra, infatti, tra gli impianti che dovranno essere messi in regola per poter ospitare partite di Lega Pro, poiché la capienza dello stesso è superiore alle 7500 unità: affinché ottenga l’omologazione, dovranno quindi essere installati tornelli, impianto di videosorveglianza e realizzata la zona di prefiltraggio.
Dopo un lungo “scaricabarile” tra società e amministrazione locale (ricordiamo che nessuna delle due è proprietaria dello stadio, attualmente in attesa di essere messo all’asta), si è giunti ad un accordo, circa tre settimane fa, che prevedeva una sinergia tra Comune di Reggio Emilia, A.C. Reggiana e Tuttogiglio, ovvero l’azienda proprietaria dei famosi “Petali” che fanno da corollario all’impianto sportivo, nel quale si sanciva che le parti in causa si sarebbero divise gli oneri (alla Reggiana toccherebbe coprire solo i costi per l’impianto di videosorveglianza).
Ma dopo un tanto sventolato via ai lavori il 9 di giugno, con tanto di proclami dell’assessore Catellani su giornali e televisioni, le operazioni si sono completamente bloccate dopo un solo giorno: 24 ore e il cantiere era già deserto; e deserto è rimasto fino ad oggi. Nei giorni successivi si sono susseguite dichiarazioni, smentite e contro-smentite: il Comune parlava di “rallentamenti dovuti alla difficoltà nel reperire le materie prime necessarie ai lavori”, in società tutto taceva, mentre la Tuttogiglio, che avrebbe dovuto provvedere ad appaltare i lavori e coprire la prima parte dei costi, dichiarava di non avere mai ricevuto alcun progetto.
La schiarita tanto attesa è arrivata solo questa settimana: l’Ing. Glauco Zambelli, consigliere della Reggiana Calcio, ha consegnato il progetto (approvato dall’Osservatorio del Viminale lo scorso martedì) nelle mani dei tecnici ed è stata realizzata una cronotabella che illustra come procederanno le operazioni.
Ancora nella giornata di oggi non si è visto lavorare nessuno in quello che potremmo chiamare “cantiere-fantasma”, ma le dichiarazioni distensive lanciate dai vari fronti sembrano indicare che si sia imboccata la strada giusta, finalmente. Infatti, lo stesso Zambelli ha dichiarato che “salvo imprevisti di carattere tecnico, comunque possibili lavorando d’estate, ci sono ottime ragioni per credere che l’opera sarà completata in tempo, ossia entro il 31 agosto. Ad ogni modo la Reggiana chiederà di giocare le prime due gare fuori casa per potersi garantire qualche giorno in più per sistemare ogni cosa”.
Ora non resta che attendere ancora. Si dice che per imprese di questo tipo sia necessario aspettare 10-15 giorni tra la presentazione del progetto e l’inizio dei lavori: solo allora potremo verificare di persona se si è trattato dell’ennesima ‘boutade’ per tranquillizzare i tifosi o, come speriamo, del vero inizio di una lunga ed ardua corsa contro il tempo che avrà come obiettivo la completa messa a norma dello stadio entro i termini prefissati.
Federico Guidetti – www.calciopress.net