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CalcioPress_019 In questi giorni si fa un gran parlare di quali danni possa aver causato l’effetto Calciopoli sulla fede calcistica dei tifosi le cui squadre sono state coinvolte nello scandalo. Chi più chi meno si è assunto l’onere di porre in atto una sorta di “conta” del tifoso, per verificarne i risultati. Non conosciamo i metodi di conteggio, e neanche le risultanze precise. Fatto sta che da questa inchiesta sarebbe sorto un dato che, se confermato, avrebbe del clamoroso. 

Risulterebbe infatti che circa 1.000.000 di tifosi juventini avrebbero cambiato le proprie preferenze, abandonando la vecchia signora per accasarsi in altri lidi, quali Inter e Milan e similari. A noi invece piace partire da una massima che recita: “nella vita si cambia e si tradisce, l’unica cosa che rimane intatta è la fede per la propria squadra”. Ci piace restare fermi a questa idea, che ha sempre accomunato i tifosi delle varie squadre. 

Cosa ancor più sentita tra i tifosi delle squadre di terza serie. Che aggiungono anche un altro “inno” che sovente ritroviamo nei vari siti-blog dedicati alle squadre di serie C. Il sunto è: “la mia squadra non ha mai vinto niente, ma io la amo perché è la mia fede”. Crediamo che non sia corretto dire che i tifosi hanno abbandonato la propria squadra. Molto probabilmente sarebbe più giusto dire che sono nauseati da questo calcio fatto di imbrogli e di polemiche. 

Per completezza di informazione si dovrebbe allargare il sondaggio a tutte le squadre. Questo ci porterebbe a verificare se i tifosi sono stanchi di un calcio malato fatto a misura di businness, dove anche la fede calcistica viene messa in secondo piano. Salvo sbattere il “mostro” in prima pagina per fatti di cronaca. Il tifoso ormai è diventato un soggetto da spremere e non la parte primaria del calcio. E’ questo che porta tantissimi ad abbandonare le tribune degli stadi e, nei nostri giorni, a disdire gli abbonamenti alle pay tv. 

Insomma, non si abbandona la propria fede per la Juventus, piuttosto che per il Milan, l’Inter o il Palermo. Ci si allontana da un sistema che in molti non sentono più proprio, che non gratifica più. E che, invece di distogliere, coinvolge sempre in misura maggiore. 

I tifosi, in molti, questo lo hanno capito. Quando lo capiranno anche i “gestori” di questo nostro mondo pallonaro forse le cose cambieranno. A patto che non sia troppo tardi. 

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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