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telecamera_Stadio A partire dalla prossima stagione, grazie al proficuo lavoro dell’advisor Infront paracadutato in LNP per opera dell’ex presidente Antonio Matarrese, un miliardo di euro (incassati a vario titolo per diritti tv) rimpinguerà le casse perennemente vuote dei club professionistici italiani.

 Una somma seconda, per importanza, solo a quella incassata dalla Premier League inglese. Categoria che, peraltro, che ci sta surclassando su tutti i campi e nella quale i bilanci sono sostanzialmente assai più equilibrati di quelli un po’ abborracciati del pianeta calcio italiano.

 Nella divisione di questi proventi la parte del leone toccherà alla serie A. Una quota più o meno significativa sarà utilizzata per staccare dalla canna del gas la serie B.

 Alla Lega Pro del riottoso presidente Macalli toccheranno solo le briciole, ovvero l’1% della torta. A meno che la terza e la quarta serie nazionale (la Lega di Firenze vuole che si salga almeno al 4%) non inizino davvero a battere i pugni sul tavolo. Cosa che finora hanno sempre e rigorosamente evitato di fare.

Come noto, dalla prossima stagione le Leghe diventeranno due, una di serie A e una di serie B. E’ anche vero che il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, chiede con insistenza una riforma incisiva pilotata dalla Figc di Abete. Si è dichiarato disposto a far scendere la sua categoria da 90 a 54 squadre. In buona sostanza tre gironi (contro i cinque attuali) formati da 18 squadre ciascuno e una Divisione unica (adesso sono due, la Prima e la Seconda Divisione nazionale).

I presidenti cominciano a fare i conti e molte società (in primis Fiorentina e Sampdoria) ne potrebbero uscire notevolmente rafforzate sotto il profilo del conto economico.

La nuova ripartizione dei proventi sarà infatti collettiva, secondo il dettato della legge Melandri-Gentiloni. Il che dovrebbe notevolmente ridurre il gap fin qui esistente tra grandi club e società medio-piccole.

Resta da capire in che modo questa montagna di soldi sarà spesa o sperperata, a seconda dei punti di vista. Si tratta comunque di una bella boccata di ossigeno che, se correttamente utilizzata, potrebbe produrre la salutare crescita di un sistema che appare in stato di grave crisi.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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