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Sergio Mutolo

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Fiorentina_Mutu Adrian Mutu è stato trovato positivo alla sibutramina nel corso di un controllo anti-doping effettuato il 10 gennaio, dopo la partita Fiorentina-Bari. Un caso che rappresenta un grosso problema sia per il giocatore che per la Fiorentina. Una sintesi dei risvolti legati allo scarno comunicato del Coni che ha gelato Firenze e i tifosi della squadra viola.

Il caso. Al termine della partita Fiorentina-Bari, giocata il 10 gennaio scorso, Adrian Mutu è stato trovato positivo alla sibutramina. Si tratta di una feniletilamina che appartiene alla famiglia delle anfetamine. Una molecola utilizzata per ridurre il livello della fame e mantenere il peso-forma, che non amplifica il rendimento agonistico.

I rischi personali. La sibutramina è un eccitante centrale i cui effetti collaterali sono molto gravi. L’aumento della pressione arteriosa determinato da questa molecola induce infatti possibili rischi cardiovascolari, tanto maggiori in caso di sovradosaggio (ipotesi che è quasi la regola nel caso in cui la somministrazione non avvenga sotto controllo medico). L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha ritirato dal mercato i prodotti a base di sibutramina solo una settimana fa, in base a un report dellEmea (Ente europeo per il controllo dei farmaci). La prescrizione dei farmaci che contengono questa molecola è strettamente consentita ai medici specialisti in cardiologia, diabetologia, endocrinologia, medicina interna e scienza dell’alimentazione. Lo staff medico della Fiorentina ha categoricamente escluso di aver somministrato il farmaco al giocatore.

I rischi disciplinari. Sotto il profilo disciplinare Mutu dovrà innanzitutto provare, attraverso i suoi legali, la mancanza di recidività. Il giocatore fu trovato positivo alla cocaina durante la sua esperienza sportiva al Chelsea e condannato a una squalifica di sette mesi (oltre al pagamento di un pesante indennizzo economico a favore del club londinese). Se fosse accolta questa tesi, la pena per il giocatore sarebbe modesta, in quanto il processo per negligenza comporterebbe una condanna che va da una semplice censura alla squalifica massima di un anno. Nel caso in cui venisse ritenuta in atto la recidività, la squalifica andrebbe da uno a quattro anni. Il grado di giudizio sarà comunque unico. Contro la sentenza, Mutu potrà appellarsi al Tas (Tribunale arbitrato sportivo) di Losanna.

La squadra. La reazione della squadra è stata compatta nel sostegno a Mutu. Ieri sera il giocatore e i suoi compagni, compreso l’allenatore Cesare Prandelli, si sono recati a cena in un locale del centro di Firenze. A riprova che tutti hanno fatto quadrato in una situazione molto delicata.

Il problema tecnico. Il giocatore, come prescrive la normativa vigente, è stato immediatamente sospeso. Per Prandelli si tratta di una questione tecnica non di poco conto. La Fiorentina utilizza infatti un modulo che prevede almeno due attaccanti: una prima punta e una seconda punta immediatamente alle spalle. Con lo stop forzato del rumeno, e con la cessione di Castillo al Bari, i giocatori viola adatti al ruolo sono oggi veramente contati. Si tratta di Gilardino, Jovetic (appena rientrato da una serie di infortuni) e del giovane Babacar. Troppo poco per affrontare un campionato difficile come la serie A.

Il calciomercato. Per correre ai ripari, la Fiorentina si è immediatamente tuffata nel calciomercato. Nel mirino di Pantaleo Corvino sono entrati dunque Rocchi della Lazio e Caracciolo del Brescia, che rappresentano le due prime scelte. Poi ci sarebbe Corradi dell’Udinese, vecchio pallino di Prandelli e dello stesso Corvino. Circolano anche i nomi di Baptista, Pinilla, Cruz e Cassano.

La società. La posizione ufficiale del club viola è sintetizzata in un comunicato diffuso dal sito web, laconico e dal tono informale: “Preso atto della comunicazione del CONI di positività dell’atleta Adrian Mutu ad un metabolita della sibutramina, farmaco “antifame”, l’ACF Fiorentina, pur confermando ogni contrarietà all’assunzione di qualsiasi sostanza vietata dal regolamento antidoping, integratori non certificati compresi, ma credendo anche alla buona fede dell’atleta, cercherà di fare al più presto assoluta chiarezza sulle dinamiche della vicenda”. Resta il fatto che Diego e Andrea Della Valle sono piuttosto contrariati dalla faccenda e non avrebbero certamente voluto rimanere invischiati in un caso simile. Sarà il tempo a chiarire il loro atteggiamento, visto che Mutu stava anche trattando il rinnovo del contratto. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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