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Sergio Mutolo

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telecamera_StadioDomani, venerdì 5 febbraio, è fissata un’Assemblea Straordinaria della serie A. I punti all’ordine del giorno sono molti e rilevanti. Su tutti spicca la decisione da prendere sui criteri per definire il bacino di utenza.

Una questione non secondaria per capire come verrà suddivisa la consistente torta dei diritti tv. Si tratta di una cascata di soldi, quasi un miliardo di euro, che sta per inondare un calcio italiano boccheggiante.

Il sistema non può assolutamente fare a meno di questa iniezione di liquidità. Il bilancio complessivo della serie A ammonta infatti a circa 1 miliardo e 500milioni di introiti, con incassi al botteghino che incidono in misura minima e sono in calo esponenziale. I soldi delle pay tv sono fondamentali per la sopravvivenza delle società professionistiche.

I diritti tv, in base alla legge Melandri, sono diventati collettivi e saranno suddivisi secondo criteri non ancora definiti dalla LNP. Una parte sarà uguale per tutti, a prescindere dalle dimensioni del club (grande o piccolo che sia). Un’altra sarà erogata in base ai risultati sportivi. Una terza, che vale circa 300 milioni di euro, in base al cosiddetto bacino di utenza.

Il fatto è che si sta parlando di un dato astratto. Le modalità con cui metterlo a punto sono ancora nel libro dei sogni. Tant’è vero che la patata bollente dovrebbe essere affidato a tre indagini demoscopiche, che dovrebbero fornire input in questa direzione.

A quale criterio si uniformerà la serie A per valutare il bacino d’utenza, a prescindere dall’esito di indagini affidate a terzi che lasciano il tempo che trovano con tutti i soldi che ci sono in ballo?

In proposito regna sovrana la confusione. Si accettano scommesse per capire quale strada sarà imboccata per definirli, questi benedetti bacini di utenza. Si darà un peso prevalente al numero dei tifosi? Si privilegeranno gli ascolti tv dei singoli club? Sarà messo sul piatto della bilancia l’afflusso negli stadi? Saranno presi in considerazione tutti questi criteri messi insieme? Se ne utilizzeranno solo alcuni? O si penserà a qualche cosa di altro ancora?

Quando ci si infila in un terreno minato, oltre alla fortuna occorrono fantasia e creatività per venirne fuori indenni. Due doti che, nel pianeta calcio italiano e non solo, latitano da un bel pezzo in un paese come il nostro da tempo avvitato su se stesso a causa del suo immobilismo senza fine. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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